il conflitto
Il Pakistan disinnesca l'escalation: ipotesi sospensione dell'ultimatum Usa e riapertura di Hormuz per due settimane
Islamabad ha chiesto a Donald Trump di congelare la scadenza e all'Iran di liberare le acque dello Stretto. L'ottimismo dei mediatori svelato dalla Cnn
La crisi internazionale nello Stretto di Hormuz potrebbe essere vicina a una svolta cruciale grazie a una frenetica offensiva diplomatica dell’ultima ora.
Una fonte pakistana, rimasta anonima, ha riferito in esclusiva alla CNN che sono attese a brevissimo “buone notizie da entrambe le parti”, segnale che i canali negoziali riservati stanno dando i frutti sperati.
Al centro di questa complessa mediazione c’è il Pakistan, che ha mobilitato i suoi massimi vertici per evitare un blocco totale del passaggio strategico. Islamabad ha avanzato due richieste parallele ai protagonisti della crisi: da un lato ha chiesto a Donald Trump una proroga di due settimane dell’ultimatum; dall’altro ha sollecitato l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz per lo stesso periodo. Questo arco temporale di quattordici giorni viene considerato essenziale per definire un’intesa strutturata e duratura.
L’ottimismo trapela con decisione dalle parole della fonte, secondo cui i leader coinvolti puntano a raggiungere “una prima intesa già entro la serata di oggi”.
A condurre i colloqui dietro le quinte non è un diplomatico di carriera, bensì il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano, il generale Asim Munir. La sua regia conferma il peso geopolitico del dossier e il ruolo centrale di Islamabad come mediatore.
Le prossime ore saranno decisive per capire se questa doppia concessione potrà concretizzarsi.