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9 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:31
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Allarmi

Londra lancia l'allarme: sottomarini russi a caccia di cavi e gasdotti nel Nord Atlantico

Il Regno Unito accusa Mosca di spionaggio e mette in campo uno stanziamento di 100 milioni di sterline extra per intensificare i voli di controllo dei ricognitori P8 anti-sommergibili della Raf

09 Aprile 2026, 20:11

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Non è solo il Medio Oriente in fiamme - né solo la guerra in Ucraina - a turbare i sonni del Regno Unito, che torna a denunciare con toni forti, da Guerra Fredda 2.0, «la minaccia» diretta attribuita alla Russia di Vladimir Putin. Accusata questa volta dal ministro della Difesa, John Healey di aver orchestrato una spavalda missione di spionaggio sottomarino a ridosso delle acque britanniche e dei Paesi scandinavi: con tanto di narrazione degna quasi della trama letterario-cinematografica di "Caccia all’Ottobre Rosso".

Stando alle rivelazioni di Healey, protagonista di una conferenza stampa ad hoc convocata a Downing Street mentre il premier Keir Starmer proseguiva il suo tour nel Golfo nel tentativo di rassicurare i partner arabi e di contribuire al precario cessate il fuoco annunciato da Usa e Iran, l’incursione "segreta" di Mosca sarebbe durata circa un mese. Coinvolgendo un sommergibile d’attacco della classe Akula, inviato come possibile fattore «di distrazione», e due sommergibili da ricognizione Gugi incaricati a suo dire di spiare infrastrutture subacquee strategiche per la sicurezza e l’economia del Regno: come cavi per le comunicazioni e gasdotti che collegano l’isola alla Scandinavia attraverso il Nord Atlantico.

Healey ha giurato che la risposta delle forze britanniche (con impiego di navi ed elicotteri) è stata pronta; che le unità russe sono state individuate e tenute sotto tiro 24 ore su 24 finché non si sono allontanate; che il Cremlino ha «fallito» nel suo sforzo di mettere a segno un’operazione "coperta"; e che il governo Starmer non intende recedere dall’impegno a tutelare l'autodifesa del Regno, né a «esporre le attività ostili» del nemico. «Al presidente Putin io voglio dire: vi vediamo, osserviamo le vostre azioni nei confronti dei nostri cavi e delle nostre condotte, sappiate che se tenterete di danneggiarle questo non sarà tollerato e vi saranno conseguenze serie», ha quindi avvertito il ministro, evocando un 30% d’incremento delle minacce russe contro «i nostri interessi vitali» in mare e promettendo lo stanziamento di 100 milioni di sterline extra per intensificare i voli di controllo dei ricognitori P8 anti-sommergibili della Raf. Non senza rimarcare iniziative già note quali il dispiegamento di un nuovo gruppo di pattugliamento navale attivo fino all’Artico o l’attribuzione a Londra del comando d’una «nuova missione Nato» - che prevede l’interazione con la flotta della Norvegia e altri alleati - denominata Arctic Sentry.

Healey ha per altro verso precisato che i tre sottomarini russi non hanno mai violato le acque territoriali, entrando al massimo in quelle della cosiddetta «zona d’interesse economico esclusivo» del Regno. Mentre ha escluso che al momento risultino "evidenze di danni" ad alcuna infrastruttura.

Resta comunque la necessità, nelle sue parole, di assumere una postura muscolare nei confronti di Mosca e di non concentrare le forze operative disponibili (insufficienti secondo l’opposizione conservatrice) nel solo teatro mediorientale: cosa che non sarebbe «nel nostro interesse nazionale», ha sottolineato, quasi a rispondere indirettamente alle pressioni del grande alleato americano sotto la leadership di Donald Trump. Atteggiamento muscolare riecheggiato anche da Starmer, da Abu Dhabi, ma che stride con i ripetuti flop recenti imputati all’apparato militare di Sua Maestà, gloriosa Royal Navy in testa.

Flop richiamati pure nel briefing di Healey, durante il quale il ministro laburista ha dovuto cercare di rintuzzare le accuse fresche di stampa del Telegraph che ha svelato come la stessa Russia negli ultimi giorni si sia fatta beffe della nuova direttiva britannica sul via libera all’abbordaggio dei cargo sotto sanzioni della sua cosiddetta 'flotta fantasmà': facendo sfilare in parata attraverso la Manica altre due petroliere "ombra", scortate dalla fregata Admiral Grigorovič. Nei confronti della quale nessuno ha ovviamente osato scatenare un casus belli.