L'appello
Zelensky: dopo lo stop per l'Iran ripartono i negoziati con Mosca. «Meloni ci aiuti»
Il presidente ucraino prevede la ripresa a breve dei negoziati trilaterali e invita la premier italiana a sbloccare i 90 miliardi Ue
Dopo lo stop imposto dalla guerra in Iran, che ha costretto i negoziatori americani a spostare l'attenzione sul Golfo Persico, le trattative trilaterali tra Washington, Kiev e Mosca riprenderanno a tempi brevi. È questa la previsione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un'intervista alla Rai chiede anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare sentire la sua «importante» voce per fare sbloccare il pacchetto di aiuti della Ue da 90 miliardi in favore di Kiev.
Il Cremlino ha intanto fatto sapere che il presidente Vladimir Putin non ha ancora preso una decisione in merito a una possibile tregua per la Pasqua ortodossa, che cade domenica prossima. Alla fine di marzo il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, aveva detto comunque che Zelensky dovrebbe impegnarsi per l'ottenimento di una pace duratura piuttosto che proporre un cessate il fuoco pasquale di breve durata. Secondo Mosca, infatti, una tregua potrebbe portare soltanto Kiev a riorganizzare le forze, in vista di ulteriori attività belliche. Un minimo segnale di dialogo è tuttavia arrivato nelle ultime ore da un nuovo scambio di salme di soldati caduti. Mosca ne ha consegnate 1.000 in cambio del ritorno di 41 corpi, ha detto una fonte parlamentare russa alla testata Rbk.
In un'intervista trasmessa dal Gr1, Zelensky ha detto che "gli Stati Uniti erano più concentrati sul Medio Oriente" fino al cessate il fuoco dichiarato nella notte tra martedì e mercoledì. «Per questo - ha aggiunto - i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati. Ma ripartiremo». Le questioni che saranno esaminate per prime, ha sottolineato il leader ucraino in un congresso di autorità locali e regionali, saranno alcuni aspetti legati alle garanzie di sicurezza. Tra l'altro, come finanziare l'esercito ucraino dopo la fine della guerra e come ottenere sistemi di difesa aerea, importanti sia per i paesi europei che per quelli mediorientali. Ma «la questione più difficile - ha affermato - è la reazione degli Stati Uniti d'America a una nuova aggressione da parte della Russia, qualora questa si verificasse».
Sul versante europeo, il nodo irrisolto rimane il finanziamento da 90 miliardi all’Ucraina deciso nel vertice della Ue del dicembre scorso ma per ora bloccato per il veto di Budapest, che accusa Kiev di impedire il ripristino sul suo territorio del flusso di petrolio russo verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba. «Giorgia Meloni - ha detto a questo proposito Zelensky nell’intervista alla Rai - è una leader forte non solo in tutta Europa ma anche a Bruxelles. È una delle voci più esplicite, soprattutto per aiutare l’Ucraina. Oggi bisogna sbloccare i 90 miliardi di assistenza al nostro Paese. Dipende da tante voci e la voce di Giorgia è molto importante per noi». Inoltre, la premier «ha buone relazioni con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti devono fare pressione sulla Russia per un cessate il fuoco e poi porre fine a questa guerra. Lo stesso si può dire di Bruxelles.»
Sul terreno, intanto, un attacco russo ha ucciso una persona e ne ha ferite quattro nella regione meridionale ucraina di Zaporizhzhia, secondo le autorità regionali. Mentre in Russia un civile è stato ucciso dai detriti di un drone ucraino caduti su un condominio nel distretto di Krymsk, nel Territorio di Krasnodar, ha riferito il governatore della regione.