Iran
Khamenei accusa Usa e Israele e rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz
In un messaggio a lui attribuito, chiede anche risarcimenti per i danni finora subito dal conflitto
L’Iran “chiederà un risarcimento per ogni singolo danno inflitto” nella guerra che, a suo dire, sarebbe stata avviata da Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio.
Lo ha affermato la nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei, nel quarantesimo giorno dall’uccisione del padre, Ali Khamenei.
Il successore ha inoltre rimarcato che lo Stretto di Hormuz sarà posto sotto controllo iraniano. In un esteso messaggio a lui attribuito, la massima autorità della Repubblica islamica ha promesso che Teheran “non lascerà impuniti” gli aggressori, rivendicando “un risarcimento per ogni danno inflitto” e “un indennizzo” per le vittime.
Tali rivendicazioni, ha avvertito, condurranno la gestione dello Stretto di Hormuz “a una nuova fase”.
Lo riferisce Iran International, secondo cui Khamenei ha anche esortato i Paesi arabi vicini a “mantenere la posizione corretta” e a prendere le distanze dalle potenze occidentali.

Il messaggio è stato diffuso in occasione del quarantesimo giorno dall’uccisione del defunto Leader Supremo Ali Khamenei, avvenuta il 28 febbraio.
“L’Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti”, si legge ancora in un post su X.
“La presenza del popolo sul campo deve continuare come è continuata negli ultimi 40 giorni. Voi, il popolo, siete stati i veri vincitori sul campo”.
Il viceministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha dichiarato che Mojtaba Khamenei “sta bene ed è in piena salute”.
Lo riporta Iran International. Il funzionario ha aggiunto che il leader “è presente nel suo ufficio e ha di fatto il controllo di tutto”.
Khamenei non è mai apparso in pubblico dal raid che ha ucciso suo padre, né da quando è stato nominato nuova Guida suprema.