il caso
Papa Leone XIV "respinge" la corte di Trump che evoca "Avignone": cronaca di un contrasto durissimo
Nato negli Usa, ma ostile al nazionalismo: il Pontefice ha negato la "copertura spirituale" al governo accendendo uno scontro diplomatico senza precedenti
Un vertice a porte chiuse del gennaio scorso ha trasformato un incidente diplomatico nel simbolo di uno scontro di fondo tra l’amministrazione Trump e Papa Leone XIV, confronto diretto tra la forza delle armi e il peso della moral suasion.
Tutto nasce dal discorso pronunciato dal Pontefice il 9 gennaio 2026. Dinanzi al corpo diplomatico, Leone XIV ha denunciato apertamente l’erosione del multilateralismo, rilevando come il dialogo stia cedendo il passo a una diplomazia basata sulla forza e constatando amaramente che «la guerra è tornata di moda». Il Papa ha inoltre respinto l’idea che la pace possa fondarsi sulla deterrenza armata: parole interpretate a Washington come una contestazione diretta all’impostazione strategica dell’«America First».
La risposta statunitense è stata rapida e fuori dal consueto. Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la politica, ha convocato al Pentagono il cardinale Christophe Pierre, allora nunzio apostolico negli Stati Uniti (il cui mandato sarebbe terminato a marzo, con la nomina del successore Gabriele Caccia). Secondo una ricostruzione di The Free Press, basata su fonti vaticane anonime, il faccia a faccia avrebbe assunto toni duri e intimidatori, fino a evocare la «cattività avignonese» per alludere a una possibile sottomissione della Chiesa al potere temporale.
Il Dipartimento della Difesa, pur confermando l’incontro, ha però smentito decisamente tale versione, definendola «fortemente esagerata e distorta» e rivendicando un confronto improntato alla ragionevolezza.
Al di là delle narrazioni contrapposte, il nodo politico rimane dirompente. Leone XIV, pur essendo il primo pontefice nato negli Stati Uniti, rifiuta di configurarsi come un papa politicamente «americano». La sua agenda, incentrata sul rifiuto del nazionalismo aggressivo, sulla tutela dei migranti e sulla condanna delle minacce contro l’Iran, si pone in rotta di collisione con il trumpismo, alimentando tensioni che attraversano anche il già polarizzato cattolicesimo statunitense. L’irritazione maturata ai vertici della Difesa rivela un nervo scoperto: la potenza militare, per quanto senza eguali, non basta a se stessa e continua a cercare una legittimazione etica.
Leone XIV ha rifiutato di offrire tale copertura spirituale alla logica della sopraffazione, confermando che la Santa Sede conserva un raro capitale di autorevolezza simbolica in un ordine internazionale sempre meno ancorato al diritto. Non è un caso ad esempio che il Pontefice abbia scelto una visita apostolica a Lampedusa il 4 luglio rifiutando l'invito dell'Amministrazione Usa di celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti.