il caso
Melania Trump rompe il silenzio su Epstein: «Ma stata su quell'isola e vi dico come ho conosciuto Donald»
Tra scatti mondani a Mar-a-Lago e bufale online, cosa c'è davvero nei 3,5 milioni di documenti del DOJ sulla moglie del presidente
Nel Grand Foyer della Casa Bianca, tradizionalmente riservato a visite di Stato e interventi di alta rappresentanza, si è consumata una scena politica inusuale ed eccezionale.
Con tono misurato ma fermo, la First Lady Melania Trump ha preso la parola per respingere pubblicamente e per la prima volta qualsiasi legame o coinvolgimento nei crimini di Jeffrey Epstein.
Bollandole come “menzogne infondate” orchestrate per fini politici ed economici, ha negato di essere mai stata amica del finanziere, di essere salita sul suo jet privato, di aver visitato la sua isola o di aver avuto conoscenza degli abusi da lui perpetrati.
“Non sono una vittima di Epstein. Epstein non mi ha presentato Donald Trump. Ho incontrato mio marito per caso a una festa di New York nel 1998”
— jacopo iacoboni (@jacopo_iacoboni) April 9, 2026
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L’intervento, definito “straordinario” dall’Associated Press, ha riacceso i riflettori sui cosiddetti “Epstein files”, proprio mentre l’amministrazione di Donald Trump tentava di chiudere la stagione delle polemiche sul tema.
La presa di posizione della First Lady si inserisce in un clima avvelenato da disinformazione e narrazioni tossiche. Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) aveva infatti diffuso un avvertimento chiaro: il maxi-rilascio del 30 gennaio 2026, predisposto in ottemperanza all’Epstein Files Transparency Act e composto da quasi 3,5 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 immagini, avrebbe potuto contenere materiali e documenti artefatti o palesemente falsi.
La stessa Melania ha denunciato una campagna aggressiva sui social, dove sono circolate immagini manipolate con l’obiettivo di delegittimarla. Un controllo indipendente ha, ad esempio, smontato la presunta foto virale che la ritraeva con Ghislaine Maxwell circondate da ragazze dai volti oscurati: uno scatto rivelatosi un falso privo di qualunque attendibilità documentale.
Il nome di Melania Trump risulta effettivamente presente nel corpus documentale, sebbene senza alcuna implicazione penale. Tra i riscontri vi è una fotografia autentica, scattata il 12 febbraio 2000 a Mar-a-Lago, in cui appare insieme a Donald Trump, Epstein e Maxwell.
La First Lady non ha negato quel contesto, ammettendo di aver partecipato “di tanto in tanto” ai medesimi eventi dell’alta società; ha però rimarcato con decisione che tali incroci mondani non equivalgono a complicità né a rapporti personali.
È stata inoltre confermata l’esistenza di una email inviata a Ghislaine Maxwell, descritta da Melania come una “corrispondenza casuale” dai toni cordiali e priva di qualsiasi significato ulteriore. Allo stato attuale, come riferito da AP e NBC News, non esistono accuse formali o incriminazioni a suo carico. La First Lady ha anche smentito che a prese3ntarla a Trump sia stato Epstein: "Ho conosciuto mio marito a una festa a New York".
La sortita pubblica giunge in un frangente cruciale, dopo oltre un anno in cui la gestione degli Epstein files da parte del DOJ guidato da Pam Bondi è stata segnata da retromarce, controversie sulla trasparenza e dal ritiro di documenti a febbraio 2026 per la tutela delle vittime.
L’aspetto più significativo è però la mossa istituzionale della First Lady: ha sollecitato il Congresso a convocare audizioni pubbliche dedicate esclusivamente ai sopravvissuti agli abusi.
Un appello che ha trovato aperture anche tra i democratici e che punta a spostare l’attenzione dalla morbosa curiosità per i nomi celebri alle vite reali devastate dal sistema di soprusi legato a Epstein.