Scontri
Contesa tra cugini in Casa Savoia: il Principe Aimone propone di congelare i titoli. Emanuele Filiberto rifiuta
Il principe sabaudo conferma frattanto il proprio status dinastico e respinge modifiche alle leggi della Casa
Quella che mio cugino ed io abbiamo ereditato è una situazione molto spiacevole ma, nel totale rispetto delle norme della Casa e da quanto emerge dai documenti e dalle altre comunicazioni di famiglia, la verità è tangibile e inequivocabile. In più occasioni, anche recentemente, ho proposto e cercato di convincere mio cugino a sospendere reciprocamente ogni rivendicazione, "congelando" pro tempore i titoli di Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Capo della Real Casa di Savoia, che sono parte dell’oggetto della contesa, suddividendoci pariteticamente le loro prerogative, gli incarichi di rappresentanza e la gestione delle Istituzioni collegate alla Casa. Un passo indietro di entrambi per un passo avanti della Casa.
È quanto scrive sul sito della Casa Reale di Savoia S.A.R. il principe Aimone aprendo una riflessione sulla successione dinastica, sul ruolo della Dinastia sabauda oggi. Un ruolo perfettamente calato all’interno dell’attuale contesto nazionale e in piena continuità con la storia, le tradizioni e le norme di Casa Savoia.
"Sarebbe più opportuno se Emanuele Filiberto ed io ci concentrassimo insieme sulla valorizzazione del prestigio e del patrimonio storico e culturale della Casa, che è allo stesso tempo patrimonio dell’Italia, piuttosto che sulla rivendicazione di status e prerogative non determinanti in questo momento storico - si augura -. Purtroppo mio cugino ha sempre rifiutato di condividere questo progetto.
Stando così le cose mi sento in dovere di ribadire e confermare il mio status dinastico e il mio ruolo di Capo della Casa con tutte le sue prerogative, così come aveva fatto mio padre dandone comunicazione alle altre Case Reali Europee - precisa -. Pur apprezzando le pubblicazioni e le attività di mio cugino Emanuele Filiberto a tutela e beneficio della cultura storica di Casa Savoia, disconosco e prendo le dovute distanze dalle sue arbitrarie attività dinastiche e dalla sua altrettanto arbitraria gestione degli Ordini Dinastici e confermo l'assoluta nullità di ogni tentativo di manomettere, con abrogazioni o modifiche, le intoccabili leggi e norme della Casa.
"Essere un principe di Casa Savoia è sicuramente un grande onore e, allo stesso tempo, una grande responsabilità nel mantenerne alto il prestigio, tramandarne la storia e i valori sui quali si è fondata la monarchia, prima del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia - conclude - Fedele al motto di Re Umberto, "l'Italia innanzitutto", a cui tenne fede fino alla morte, continuiamo oggi ad essere orgogliosamente Italiani e io sono molto fiero di aver servito la Patria nella Marina Militare, come Guardiamarina imbarcato sulla Fregata Maestrale, e sono onorato di essere stato insignito dal presidente Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana 'per l’eccezionale contributo dato negli ultimi 25 anni a sostegno dei rapporti economici bilaterali italo-russi'. L’avvento della Repubblica non deve essere inteso per l'Italia come una rottura con il passato, ne è soltanto cambiata la forma istituzionale."