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Negoziati in Pakistan a vuoto, Vance: «Nessun impegno definitivo» sull'arma nucleare. E anche su Hormuz l'Iran tiene duro

Teheran accusa richieste «irragionevoli» e annuncia il proseguimento dei contatti regionali

12 Aprile 2026, 08:23

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Negoziati Usa-Iran a vuoto, Vance: «Nessun impegno definitivo» sull'arma nucleare

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Gli Stati Uniti «non hanno raggiunto un accordo» con l’Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance, già ripartito dal Pakistan, precisando che «non c’è la "promessa definitiva" da parte dell’Iran riguardo all’abbandono dell’arma nucleare».

Vance ha aggiunto che sarebbe rientrato a Washington dopo aver sottoposto a Teheran «un’offerta finale e la migliore possibile».

Secondo la televisione di Stato iraniana, sono state le «richieste irragionevoli» avanzate da Washington a far naufragare i negoziati in Pakistan, come riportato da Al Jazeera.

Teheran, tuttavia, ha sostenuto che «nessuno si aspettava» che Stati Uniti e Iran trovassero un’intesa già al primo round di colloqui.

«Era evidente fin dall’inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava», ha dichiarato alla Tv di Stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri, dopo l’annuncio dello stallo dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Il portavoce si è detto «certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno».

L’Iran "non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di sabato a Islamabad": ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. «Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole», ha aggiunto la stessa fonte.

Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, «non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo».

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle "eccessive richieste degli Stati Uniti" su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che «la diplomazia non finisce mai».