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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:17
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Opinioni

Scontro Scarpinato-Gasparri: per il primo "l'Antimafia andrebbe sciolta", per il secondo "Ipotesi che non esiste"

Il senatore del M5s attacca la Commissione Antimafia sul "Fatto Quotidiano" e accusa Colosimo di una messa in scena per salvare Meloni

12 Aprile 2026, 14:17

Scontro Scarpinato-Gasparri: per il primo "l'Antimafia andrebbe sciolta", per il secondo "Ipotesi che non esiste"

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La Commissione parlamentare Antimafia non è credibile e andrebbe sciolta. A sostenerlo è il senatore Roberto Scarpinato (M5s), membro dell’organismo, in un intervento pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano.

Nel suo scritto, l’ex magistrato imputa alla presidente Chiara Colosimo di aver fatto trapelare alla stampa l’intenzione di valutare “l’eventualità di aprire un nuovo filone di inchiesta sulle infiltrazioni della mafia nella politica, dichiarandosi disponibile a raccogliere proposte di tutte le componenti della Commissione”.

E aggiunge: “Una serie di circostanze inducono a ritenere che lo scopo sia di tentare di salvare la faccia alla sua dante causa, Giorgia Meloni, dopo che i buoi sono fuggiti dalla stalla, facendo ammuina con un’inconcludente operosità di pura facciata, e che in realtà il miglior contributo sarebbe un autoscioglimento della Commissione, prendendo atto dell’assoluta inidoneità della sua maggioranza a trattare tale nevralgico tema”.

Scarpinato prosegue con un appello diretto: “Signora presidente, il miglior contributo che lei e la sua maggioranza potete dare è di stare fermi da qui sino alla fine della legislatura, evitando così di continuare ad aggravare i gravi danni già provocati alla credibilità della politica e dello Stato, gabellando per lotta alla mafia passerelle tutte ‘chiacchiere e distintivo’, l’esibizione della faccia feroce solo nei confronti dei mafiosi con la coppola storta, mentre si va a braccetto con quelli dei piani superiori”.

Arriva immediata la replica del senatore di Forza Italia e componente della stessa Commissione, Maurizio Gasparri: “Quella di Scarpinato è un’ipotesi che non esiste. La sua è una reazione evidente che rivela quanto sia in chiara difficoltà, c’è una commissione che legge in maniera diversa le questioni e non ha difficoltà ad affrontare argomenti difficili che Scarpinato vorrebbe non fossero affrontati. C’è quindi una lettura più obiettiva dei fatti e dei suoi errori comportamentali emersi. Scarpinato non si rassegna a un’analisi a 360 gradi dei fatti. Del resto ciò che dà fastidio a Scarpinato riguardo a martedì prossimo è la terza parte dell’audizione del Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, sulle inchieste mafia-appalti e stragi. Il resto fa parte della polemica quotidiana”.