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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:56
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il giallo

Accelerata sulle indagini per le due donne morte avvelenate alla vigilia di Natale, raffica di interrogatori

Sopralluogo della Squadra mobile e attesa per la relazione del Centro antiveleni di Pavia sulla possibile presenza di ricina

12 Aprile 2026, 19:48

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Svolta choc: mamma e figlia morte dopo il cenone, non fu intossicazione ma avvelenamento

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A più di cento giorni dalle tragiche morti di Pietracatella, in provincia di Campobasso, il Molise continua a interrogarsi. L’opinione pubblica discute, si appassiona e, talvolta, si improvvisa investigatrice nella ricerca di un responsabile per la scomparsa di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre, Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute — secondo l’ipotesi al vaglio — per avvelenamento.

La soluzione di un giallo senza precedenti nella regione appare però ancora lontana. Possibili colpi di scena non sono esclusi, ma al momento mancano certezze. Un dato, tuttavia, emerge con chiarezza: nelle ultime giornate le indagini hanno subito una netta accelerazione. Gli inquirenti dispongono di elementi che li stanno indirizzando verso piste specifiche.

Nell’ultima settimana sono state ascoltate almeno 30 persone tra familiari e conoscenti delle due vittime, morte a poche ore di distanza l’una dall’altra, nei giorni successivi a Natale, all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

La raffica di audizioni lascia supporre un orientamento investigativo più definito, anche perché molte delle persone convocate erano già state sentite subito dopo la tragedia. Sono stati nuovamente ascoltati Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, e la figlia Alice: riconvocati pochi giorni fa, sono rimasti davanti agli investigatori per dieci ore. Sentita anche la cugina di Gianni Di Vita, nella cui abitazione il commercialista vive attualmente con la figlia; la sua deposizione è seguita a quella di padre e figlia.

Gli interrogatori, a quanto risulta, non sono conclusi e riprenderanno domani mattina. Nel fine settimana è emersa un’ulteriore novità: nel pomeriggio di ieri il capo della Squadra mobile di Campobasso, Marco Graziano, insieme ad alcuni agenti, è stato visto a Pietracatella per un sopralluogo a sorpresa.

Non trapelano dettagli sul motivo della presenza, ma appare evidente la necessità di nuove verifiche nel paese della tragedia, forse alla luce degli elementi raccolti nelle ultime audizioni. La settimana che si apre è attesa, infatti, come decisiva. È previsto un nuovo accesso nell’abitazione della famiglia Di Vita, tuttora sotto sequestro, e dovrebbe arrivare la relazione del Centro antiveleni di Pavia: un documento cruciale, destinato a fornire risposte definitive sull’eventuale presenza di ricina nel sangue delle due vittime.

Subito dopo, entro la fine del mese, è attesa la consegna degli esiti delle autopsie eseguite il 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso.