English Version Translated by Ai
12 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:08
×

le indagini

Massa Carrara, ucciso davanti al figlio di 11 anni per un richiamo: tre giovani, tra cui un minore, fermati per l'omicidio di Giacomo Bongiorni

La vittima è stata aggredita e uccisa dopo aver rimproverato un gruppo di giovanissimi, tra cui alcuni minori

12 Aprile 2026, 20:25

21:51

Massa Carrara, ucciso davanti al figlio di 11 anni per un richiamo: due giovani fermati per l'omicidio di Giacomo Bongiorno

Seguici su

Sono stati identificati i due giovani ritenuti responsabili dell’omicidio di Giacomo Bongiorni, 47 anni, avvenuto la scorsa notte a Massa (Massa-Carrara).

La procura di Massa-Carrara contesta il concorso in omicidio volontario a Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19, entrambi di nazionalità romena, ora in stato di fermo.

All’aggressione avrebbero partecipato anche alcuni minorenni. Uno di loro è stato fermato con la stessa accusa dei due adulti. Il pm di turno della procura presso il Tribunale per i minorenni di Genova, competente per l'area apuana, fin da questa mattina, per la propria parte, ha proceduto ad interrogatori ed audizioni di testimoni. Nei prossimi guiorni avà luogo l’interrogatorio di garanzia.

Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe partito da un richiamo a non scagliare bottiglie di vetro contro la vetrina di un negozio.

Tanto è bastato per scatenare la furia di un gruppo di giovanissimi che ha aggredito Bongiorni in piazza Felice Palma, nel cuore del centro storico, a due passi dal municipio.

L’uomo, che era con il figlio di 11 anni e la compagna, è caduto a terra, ha battuto la testa sull’asfalto e subito dopo è andato in arresto cardiaco.

Inutili i prolungati tentativi di rianimazione dei soccorritori.

Sulla vicenda procedono la Procura per i minorenni di Genova, competente per il territorio apuano, e la Procura di Massa; le indagini sono affidate ai carabinieri.

Sabato sera Bongiorni stava trascorrendo alcune ore in centro con familiari, tra cui il cognato e il figlio.

Dopo la mezzanotte, una decina di ragazzi, presumibilmente tra i 16 e i 18 anni, alcuni in evidente stato di ebbrezza, avrebbe iniziato a lanciare bottiglie e bicchieri contro una vetrina.

L’invito a smettere, rivolto da Bongiorni e dal cognato, avrebbe innescato l’aggressione del branco, poi fuggito.

A terra è rimasto il 47enne, mentre il cognato è stato ricoverato con fratture.

Illeso fisicamente il bambino, portato in ospedale in stato di shock insieme alla madre, che sarebbe stata sedata.

I carabinieri hanno avviato immediatamente gli accertamenti: il gruppo sarebbe stato individuato e in caserma, a Massa, sono stati ascoltati alcuni ragazzi.

Nel frattempo gli inquirenti stanno analizzando le immagini della videosorveglianza cittadina.

Bongiorni, nato a Viareggio e cresciuto a Massa, residente nella zona di Mirteto, lavorava alla Tecnoservice Impianti Massa.

Oltre alla compagna e al figlio, lascia una figlia di 18 anni.

In piazza, nel punto esatto della tragedia, è stato deposto un grande mazzo di fiori bianchi.

«A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l’intera comunità» ha dichiarato il sindaco Francesco Persiani.

«Rivolgo le più sentite condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Giacomo Bongiorni, duramente colpita da una tragedia così grave e ingiusta. Il giorno delle esequie verrà proclamato il lutto cittadino».

«Ha visto dei ragazzi comportarsi male e ha detto loro qualcosa: per questo lo hanno ucciso, sotto gli occhi di suo figlio», ha affermato il vescovo Mario Vaccari, aggiungendo: «Mi chiedo allora: cosa stiamo diventando? Cosa stiamo trasmettendo come adulti alle nuove generazioni? Queste domande non hanno una risposta facile, e diffido di chi pensa di averne una già pronta». Il presule ha annunciato l’organizzazione di una fiaccolata in memoria del 47enne.

Sui social anche il ricordo di Francesca Fialdini, conduttrice Rai originaria di Massa: «Era un mio compagno di classe. Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini, è doppiamente doloroso. Giacomo era un papà, e ha agito in quanto tale oltre che da cittadino. Ora piango un compagno di giochi, un padre di famiglia, e anche un bambino, suo figlio, che ha visto tutto».

Un parente, Matteo Bruzzi, racconta: «Tutto è partito per il discorso delle bottiglie, lui era qui tranquillo, con suo figlio e la sua compagna. Neanche avesse cercato la sfida ma per aver detto “non lanciate le bottiglie” è stato preso d’assalto da questi animali».

Questa mattina è stato convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di varare una stretta sulla cosiddetta “malamovida”.

La vicenda ha acceso anche il dibattito politico sul tema della sicurezza: «Le nostre città sono allo sbando e non capisco come il Governo possa far finta di niente», ha attaccato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Il deputato leghista Andrea Barabotti ha chiesto un incontro urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.