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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:54
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il fronte

Escalation nel sud del Libano: caschi blu italiani in contatto con carri armati Merkava prima della visita di Tajani

Colpi di avvertimento con un proiettile a un metro da un militare e due mezzi italiani urtati, proteste e ricostruzioni discordanti

12 Aprile 2026, 22:34

22:40

Spari nella base di Al Qawzah: tre peacekeeper Unifil feriti, indagine per possibile crimine di guerra

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Prima le telecamere esterne della base disattivate o distrutte; poi, mercoledì scorso, i colpi di avvertimento, con un proiettile caduto a un metro da un militare. Nelle ultime ore, infine, due veicoli italiani che sarebbero stati urtati da carri armati. L’escalation nel sud del Libano, con l’avanzata delle forze di difesa israeliane, torna dunque a coinvolgere i caschi blu italiani di Unifil, senza conseguenze per il personale.

L’episodio più recente avviene alla vigilia della visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut.

In due distinti momenti, militari dell’Idf a bordo di un Merkava sono entrati in contatto con mezzi italiani della missione Onu – un Lince e un autocarro logistico – dopo aver sbarrato una strada a Bayada, nel sud-ovest del Paese, solitamente utilizzata per raggiungere posizioni Unifil. In entrambe le circostanze, il convoglio italiano era in marcia quando i blindati israeliani si sarebbero frapposti lungo il percorso.

Secondo Unifil, in un caso si sarebbero registrati danni significativi a un mezzo italiano; fonti di governo, invece, parlano di un fatto di entità minore rispetto a quanto accaduto mercoledì scorso, con danni lievi. Dal contingente italiano si precisa inoltre che “alla luce degli elementi disponibili, entrambi gli eventi risultano avvenuti durante manovre dei mezzi e non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di ‘speronamenti’ o di danni significativi. Entrambi gli episodi sono attualmente oggetto di approfondimenti da parte della missione per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti”.

Difficile, tuttavia, parlare di coincidenze. Negli ultimi dieci giorni la situazione è peggiorata sensibilmente. Dall’inizio di aprile l’Idf ha distrutto le telecamere di sicurezza del quartier generale Unifil a Naqoura – dove opera anche il contingente italiano – e di altre cinque postazioni lungo la Blue Line, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras. Nelle ore più recenti, militari israeliani hanno inoltre spruzzato vernice sui vetri del varco pedonale dell’headquarters, impedendo la visuale sul perimetro esterno.

Emergono poi ulteriori dettagli sull’8 aprile, quando colpi di “avvertimento” sparati dalle forze israeliane hanno colpito e danneggiato veicoli Unifil chiaramente identificabili: in un caso, un proiettile è finito a un metro da un peacekeeper sceso dal mezzo. Per quell’episodio – definito “del tutto inaccettabile” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – il ministro Tajani ha subito convocato l’ambasciatore israeliano.

A protestare per i fatti che coinvolgono i Merkava è nuovamente Unifil: “Queste azioni sono in contrasto con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza e con il requisito di garantire in ogni momento la sicurezza e l’incolumità dei peacekeeper, nonché la loro libertà di movimento. Esse ostacolano la capacità dei peacekeeper di riferire le violazioni sul terreno da entrambe le parti. I peacekeeper rimarranno nelle loro posizioni e continueranno a riportare in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserviamo”.

Intanto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha fatto visita alle truppe dispiegate nel Libano meridionale, insieme al ministro della Difesa e al capo di Stato maggiore. “La guerra continua, anche all’interno della zona di sicurezza in Libano. I nostri nemici – l’Iran e l’Asse del Male – volevano distruggerci, e ora stanno combattendo per la propria sopravvivenza”, ha affermato. A Gerusalemme, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha pregato sul Monte del Tempio dichiarando in un video: “Oggi mi sento il padrone di casa”, aggiungendo: “continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto”.

Nelle prossime ore è atteso a Beirut l’arrivo del ministro Tajani per incontri istituzionali, tra cui quello con il presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun. Appuntamenti che coincidono con il rinnovo del Memorandum sulla cooperazione militare tra Italia e Israele, contro il quale si schiera il leader M5S Giuseppe Conte: “È un accordo che il governo Meloni avrebbe comunque potuto sospendere in qualsiasi momento, ma non lo ha fatto in questi anni, come non ha imposto sanzioni serie al governo Netanyahu”.