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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:32
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la lettera

Mattarella tende la mano a Papa Leone XIV: appello alla pace e ponte con l'Africa mentre gli Usa polemizzano

L'invito alla responsabilità condivisa per un continente giovane, mentre dagli Usa emergono tensioni politiche e critiche al Pontefice

13 Aprile 2026, 09:57

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Sergio Mattarella

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In un mondo ferito da conflitti e divisioni, il Presidente Sergio Mattarella tende la mano al Papa Leone XIV con un messaggio carico di speranza, alla vigilia del viaggio apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Immaginate il Quirinale che illumina il Vaticano con parole di unità: “Il forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tribolati, contribuirà ad alimentare la consapevolezza dell’indispensabile contributo di ogni individuo per superare le divisioni e salvaguardare la dignità umana”. È questo l’appello solenne che Mattarella rivolge al Pontefice, ringraziandolo per il dialogo epistolare e assicurando “i sensi della più profonda stima”.

Pensate all’Africa, continente giovane con la popolazione più dinamica del pianeta: radici cristiane antiche, dai luoghi di Sant’Agostino in Algeria, fino alle speranze di un futuro condiviso con Europa e Italia. Mattarella lo dipinge come protagonista di cambiamenti epocali, legato al nostro destino da sfide comuni: guerre, globalizzazione, migrazioni, crisi climatica e risorse naturali. “Condividiamo la responsabilità di trovare risposte insieme”, scrive il Capo dello Stato, evocando un ponte tra Nord e Sud del mondo.

Il viaggio del Papa non è solo pastorale: è missione di riconciliazione in terre assetate di speranza. “La Santità Vostra esprimerà fiducia a chi, in contesti difficili, promuove dialogo interreligioso e convivenza armoniosa”, conclude Mattarella, basi per la stabilità di tutti. Un invito alle giovani generazioni a essere “seme fecondo di progresso sociale ed economico”, in un’epoca di tensioni globali.

Tra Italia e Usa: polemiche e appelli alla fratellanza

Ma il messaggio arriva in un contesto internazionale teso. Dall’altra sponda dell’Atlantico, l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale USA, esprime sconforto per le parole dure del presidente Donald Trump contro Papa Leone XIV. “Sono affranto che il presidente abbia scelto toni denigratori: il Papa non è un rivale politico, ma il Vicario di Cristo che parla dal Vangelo per la cura delle anime”, dichiara Coakley, ripreso da Reuters.

Trump, rieletto e insediato a gennaio 2025, sembra vedere nel Pontefice un ostacolo: critiche al suo stile isolazionista? Il contrasto è netto: mentre Mattarella celebra unità e pace, gli USA vivono un dibattito acceso tra politica e fede. Leone XIV, successore di Francesco, continua la linea di attenzione ai poveri e al dialogo, ma stavolta l’America tricolore reagisce con durezza.