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Meloni contro Trump e Tajani contro Israele: il governo abbandona la cautela dopo le parole sul papa e gli attacchi al Libano
La premier definisce «inaccettabili» le espressioni di Donald contro il pontefice, il ministero degli Esteri israeliano convoca l'ambasciatore italiano
Il papa non si tocca. Stavolta le parole di Donald Trump spingono Giorgia Meloni a dire per la prima volta chiaramente: «Così no». «Pensavo - scrive la premier nel pomeriggio - che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invocchi la pace e che condanni ogni forma di guerra».
Qualche ora prima, Meloni aveva pubblicato un post sul sul profilo Instagram con un più generico augurio a papa Leone XIV, in partenza per l'Africa: «A nome mio personale e del governo italiano, desidero rivolgere a Papa Leone XIV il ringraziamento e l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro Nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le Nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi Predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio. L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli».
Parole che arrivavano già dopo l'attacco di Trump al pontefice e ritenute troppo morbide da molti, anche sulla stessa pagina Instagram della premier.
Intanto anche nei rapporti con Israele i toni si fanno più duri. L'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv Luca Ferrari è stato convocato dal ministero degli Esteri israeliano per protesta a seguito delle dichiarazioni del ministro Tajani che ha definito inaccettabili i bombardamenti d'Israele sulla popolazione civile in Libano.
ajani aveva condannato i bombardamenti di mercoledì scorso sulla popolazione civile di Beirut, definendoli «ingiustificati e inaccettabili» ed esprimendo solidarietà al presidente libanese Joseph Aoun. Oggi è tornato a stigmatizzare i raid con un post su X, in occasione della sua missione nel Paese dei cedri. «Il Libano è un Paese fratello che abbiamo nel cuore. Per questo oggi sono venuto a Beirut a portare al presidente Aoun la solidarietà dell'Italia dopo gli attacchi inaccettabili di Israele contro la popolazione civile», afferma Tajani, che promette: «Rafforzeremo il nostro impegno umanitario in Libano attraverso le iniziative di cooperazione del Ministero degli Esteri. La mia missione serve a incoraggiare il dialogo con Israele sulla base di un necessario e duraturo cessate il fuoco. Nel quadro del nostro impegno militare e di formazione alle Forze Armate libanesi - prosegue Tajani postando una foto che lo ritrae insieme al presidente libanese -, ho offerto al Presidente Aoun l'aiuto dell'Italia per contrastare i finanziamenti illeciti al terrorismo e scongiurare anche nuovi attacchi da parte di Hezbollah. Il governo farà il possibile per raggiungere la pace e mettere fine alle sofferenze del popolo libanese. Bisogna evitare a tutti i costi un'altra escalation come a Gaza».