Violenza
Omicidio a Napoli, due fermi: ipotesi legami con il clan De Micco
Due giovani in manette per la morte del 20enne Fabio Ascione. Nella notte sparatoria a San Giovanni a Teduccio con un 28enne gravemente ferito
Hanno 23 e 17 anni i due giovani fermati nella notte dai carabinieri a Napoli per l’omicidio di Fabio Ascione, il ventenne incensurato ucciso martedì scorso con un colpo di pistola al torace.
Il 23enne si è presentato, accompagnato dal proprio legale, alla stazione dei carabinieri di Napoli Poggioreale; l’altro, imprenditore e nipote di un esponente di rilievo del clan De Micco, è stato rintracciato dai militari nella sua abitazione.
Per entrambi l’accusa è di omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco, reati tutti aggravati dalle finalità mafiose.
Agli indagati sono stati notificati due decreti di fermo, emessi rispettivamente dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i Minorenni di Napoli, ora al vaglio dei giudici per la convalida. Ascione è stato assassinato poco dopo le 5 del mattino di martedì 7 aprile, mentre rientrava a casa al termine del turno notturno. Lavorava in una sala bingo della zona, era incensurato e ritenuto estraneo agli ambienti della camorra. I funerali si terranno oggi alle 10:30.
Un'altra persona ferita nella notte
Sparatoria nella notte anche in piazza San Giovanni Battista, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio: un 28enne incensurato è rimasto gravemente ferito alla gamba e all’addome da diversi colpi d’arma da fuoco. L’uomo è ricoverato all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove è stato sottoposto a un intervento d’urgenza già nelle ore notturne. In ospedale sono intervenute le volanti; le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli. Acquisite le immagini di videosorveglianza presenti in zona, sarebbero già stati individuati i primi sospettati.