Giustizia
Caso Almasri, processo a Giusi Bartolozzi in bilico: la mossa alla Consulta che può cambiare tutto
La votazione alla Camera sul ricorso ai giudici costituzionali per il conflitto di attribuzione è passata con 47 voti di scarto
Il procedimento nei confronti di Giusi Bartolozzi si allontana, nonostante una data già fissata per l’inizio del processo il prossimo 17 settembre. Prima di quel giorno nuovi sviluppi nella partita giocata dall’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia potrebbero cambiare le carte in tavola. A partire dal ricorso alla Consulta, per il quale la Camera ha dato in queste ore il via libera alla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma per il ruolo avuto da Bartolozzi nell’affaire Almasri, il generale libico accusato di torture e stupri dalla Cpi, arrestato in Italia oltre un anno fa e poi subito rimpatriato con un aereo dei servizi.
La ex dirigente di via Arenula, dimessasi dopo l’esito del referendum sulla riforma della Giustizia, è imputata per false informazioni al pubblico ministero, ma un’eventuale pronuncia della Corte Costituzionale in suo favore potrebbe tradursi per lei in uno scudo processuale. Nel caso in cui la Consulta stabilisca che la competenza sul caso Bartolozzi spetti al Tribunale dei ministri e non direttamente alla procura capitolina, la stessa autorità giudiziaria dovrà chiedere l'autorizzazione a procedere alla Camera: a quel punto si annuncerebbe in Parlamento un voto scontato sulla sua immunità, come già avvenuto per i ministri Nordio e Piantedosi e per il sottosegretario Mantovano, coinvolti nella vicenda.
La votazione alla Camera sul ricorso ai giudici costituzionali per il conflitto di attribuzione è passata con 47 voti di scarto. In Aula non c'era il pienone e a votare contro sono state soltanto le opposizioni, da Avs ad Azione. Da adesso serviranno circa 15 giorni per formalizzare la richiesta della Camera alla Corte costituzionale. A quel punto una conseguente decisione potrebbe arrivare entro l’estate o subito dopo, proprio a ridosso del 17 settembre, data in cui è stato invece fissato dal gip di Roma l’inizio del processo. Anche questo passaggio però è tutt'altro che scontato ed è qui che la mossa dell’ex capo di gabinetto potrebbe portare ad un altro colpo di scena: Bartolozzi, che era un magistrato alla Corte di Appello di Roma prima degli incarichi politici, ha chiesto di rientrare in ruolo. E se il plenum del Csm - com'è probabile - il prossimo 22 aprile si pronuncerà per il suo ricollocamento nella Capitale, il 'procedimento Almasrì' sarà trasferito alla procura di Perugia, che è competente per i procedimenti penali che riguardano i magistrati del distretto di Roma.
«La vicenda scotta e la maggioranza mette in campo qualunque artificio per non andare fino in fondo», attacca Italia Viva paventando un’eventuale prescrizione, così come il Pd parla di «brutta pagina» mentre per M5s si tratta di «un’ennesima indecente violazione del diritto». E per Avs è palese che si tratti di «un caso esclusivamente politico». Ma per Fdi, Bartolozzi è «un co-imputato laico» e c'è una «ipotesi chiara di connessione» della sua azione con i componenti del governo.
Restano le ipotesi sulle vere motivazioni che hanno portato l'allora braccio destro di Nordio a cedere alle pressioni del governo affinché si dimettesse dagli uffici del ministero. Una scelta sicuramente difficile, presa da una dirigente che si era già rifiutata di scusarsi quando associò a una parte della magistratura l’espressione «plotone di esecuzione». C'è chi sostiene che lo 'scudò, a partire dal voto di queste ore alla Camera, sia la prima contropartita offertale dalla maggioranza, ma all’orizzonte resta anche la sua exit strategy definitiva: un ruolo come magistrato di collegamento a Londra, che le verrebbe offerto dal Guardasigilli Nordio una volta tornata in magistratura. L’alternativa - non confermata - è una possibile futura candidatura con FdI, ma alla Camera durante il voto non si è visto l’ex sottosegretario Delmastro, di cui lei è considerata una fedelissima.