Il colloquio
Prove di dialogo tra Israele e Libano: a Washington il primo faccia a faccia
I due ambasciatori si sono incontrati al Dipartimento di Stato Usa. L'israeliano Leiter sottolinea la comune volontà di liberare il Paese dei Cedri dall'influenza di Hezbollah
Un vertice di circa due ore, ospitato dal Dipartimento di Stato americano a Washington, ha segnato il primo contatto diretto tra gli ambasciatori di Israele e Libano, rispettivamente Yechiel Leiter e Nada Hamadeh. L'incontro, mediato dagli Stati Uniti, si è svolto a circa un mese dall'inizio dell'operazione militare israeliana. Sebbene non sia stata ancora fissata una data per un prossimo round di colloqui, fonti diplomatiche statunitensi hanno chiarito che questo vertice era in programma da tempo. Il Dipartimento di Stato ha inoltre smentito categoricamente qualsiasi legame tra questo faccia a faccia e i negoziati in corso a Islamabad tra Washington e Teheran.
A margine della riunione, l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha tracciato un bilancio positivo, delineando le prospettive future. «La cosa più importante di cui abbiamo parlato è una visione di lungo termine, in cui ci sarà un confine chiaramente definito tra i due Paesi, in cui l’unico motivo per varcarli sia per fare business», ha affermato il diplomatico alla stampa. Leiter ha poi ribadito che la sicurezza dei cittadini israeliani resta un punto fermo e non negoziabile, sottolineando come tale urgenza sia stata ben recepita dalla controparte.
Il rappresentante di Israele ha definito l'avvio di questi contatti come un trionfo per la responsabilità, la pace e il buonsenso, lodando apertamente la posizione assunta dal governo di Joseph Aoun. Quest'ultimo, infatti, ha ignorato l'avvertimento lanciato dal leader di Hezbollah, che aveva intimato al Libano di non partecipare ai colloqui. Per Leiter, questo passo segna l'inizio di una decisa opposizione all'organizzazione armata, evidenziando un'inaspettata convergenza di interessi tra le due nazioni. «Abbiamo scoperto oggi che siamo dalla stessa parte dell’equazione: siamo entrambi uniti nel liberare il Libano da una forza occupante dominata dall’Iran chiamata Hezbollah», ha infine concluso l'ambasciatore.