Il rapporto
Venezuela, per Unhcr il 35% dei 6,9 milioni di rifugiati valuta il rientro in patria
Il ricongiungimento familiare spinge al ritorno, ma solo il 9% lo farà entro un anno. A frenare sono lavoro e insicurezza, mentre uno spiraglio economico arriva dagli Usa con lo stop alle sanzioni bancarie
Un nuovo rapporto dell'UNHCR accende i riflettori sulla diaspora venezuelana in America Latina, rivelando che oltre un terzo dei rifugiati guarda con speranza a un possibile ritorno nel proprio Paese d'origine. Attualmente, dei circa 6,9 milioni di venezuelani che vivono all'estero nella regione, molti dei quali ancora bisognosi di assistenza umanitaria, il 35% degli intervistati in sei nazioni limitrofe valuta concretamente l'ipotesi di rientrare. Tuttavia, i dati confermano che si tratta di un traguardo orientato al medio periodo, poiché solamente il 9% del campione prevede di varcare nuovamente i confini nazionali entro un anno.
La spinta emotiva principale verso casa è dettata dal forte desiderio di ricongiungimento familiare, ma a frenare i rientri effettivi subentrano ostacoli strutturali radicati. La mancanza di opportunità lavorative e il diffuso clima di insicurezza rappresentano le barriere più alte, indicate entrambe dal 22% dei rifugiati, mentre una netta maggioranza del 58% continua a esprimere profondi timori legati alle fragili condizioni generali in cui versa la nazione. Affinché il rimpatrio possa diventare una scelta volontaria e realmente sostenibile, i cittadini all'estero ritengono assolutamente essenziali una solida ripresa economica, la stabilità politica, un sensibile miglioramento dei servizi di base e garanzie concrete di sicurezza.
In questo delicato quadro socio-economico si innesta una significativa novità sul fronte geopolitico che potrebbe influenzare proprio le prospettive di ripresa del Paese. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha infatti annunciato la sospensione delle sanzioni nei confronti della Banca centrale del Venezuela e di altri tre istituti di credito nazionali. Questa revoca parziale delle pesanti restrizioni economiche rappresenta un tassello cruciale nel progressivo processo di normalizzazione dei rapporti bilaterali tra Washington e Caracas. La mossa economica fa seguito a quella politica ufficializzata dal Dipartimento di Stato americano lo scorso marzo, quando è stato annunciato il formale ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi dopo la drastica rottura avvenuta nel 2019.