Iran
Stretto di Hormuz: oltre 20 navi commerciali in transito nelle ultime 24 ore
Timidi segnali di ripresa per le rotte del Golfo Persico. Il traffico resta ridotto a causa delle tensioni, con molti cargo costretti a viaggiare a transponder spenti per ragioni di sicurezza
Un primo segnale di ripresa interessa le acque dello Stretto di Hormuz, dove nelle ultime ventiquattro ore sono transitate più di venti imbarcazioni commerciali. La notizia, riportata dal Wall Street Journal sulla base delle dichiarazioni di due funzionari statunitensi, evidenzia un parziale ma significativo miglioramento per la viabilità di questo snodo marittimo cruciale. Sebbene il flusso attuale rappresenti soltanto una minima frazione rispetto agli intensi volumi di traffico che caratterizzavano la zona prima dello scoppio del conflitto, il passaggio di petroliere, portacontainer e navi cargo in entrata e in uscita dal Golfo Persico segna un cambio di passo.
La navigazione continua tuttavia ad avvenire in un clima di massima allerta. Per cercare di minimizzare i pericoli e ridurre il rischio di attacchi o di incappare in mine di matrice iraniana, diverse navi hanno scelto di viaggiare mantenendo i propri transponder spenti. È proprio la costante minaccia di offensive da parte di Teheran ad aver scoraggiato, durante questo periodo di ostilità, la stragrande maggioranza degli armatori dall'affrontare la rotta. Ad aggiungere complessità al quadro regionale vi è inoltre l'attuale blocco imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani. Questa misura risulta comunque mirata: tutte le imbarcazioni commerciali che non prevedono di fare scalo in Iran sono infatti esentate dalle restrizioni e possono continuare a transitare liberamente lungo le acque dello stretto.