Usa
Il richiamo di Vance a Leone XIV: "Dio era con gli americani nella liberazione dall'Olocausto. Il Papa stia attento sulla teologia "
Ancora uno scontro teologico-politico dopo il primo attacco di Trump al pontefice. Il vice presidente, convertito al cattolicesimo, accusa il Papa di travisare il "bellum iustum"
"Dio era dalla parte degli americani che liberavano la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che hanno liberato i campi dell’Olocausto ed hanno liberato le persone innocenti sopravvissute all’Olocausto? Io certamente penso che la risposta sia sì".
Così JD Vance, il vice presidente convertitosi al cattolicesimo in età adulta, rincara la dose degli attacchi degli Stati Uniti di Donald Trump a Leone XIV, pensando di dimostrare che il Papa si sia sbagliato, invocando proprio la teologia, quando nelle scorse settimane ha detto che "il discepolo di Cristo non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe".
Possiamo avere, ovviamente, tutti i disaccordi sul fatto che questo o quel conflitto sia giusto, ma penso che allo stesso modo in cui è importante per il vice presidente degli Stati Uniti stare attento quando parla di questioni di politica, credo che sia molto, molto importante che il Papa stia attento quando parla di questioni di teologia", ha argomentato Vance all’università della Georgia, durante un evento di Turning Point Usa, l’organizzazione ultra conservatrice fondata da Charlie Kirk, assassinato lo scorso settembre.
Il vice presidente comunque non ha mancato di ribadire di "avere un grande rispetto per il Papa, mi piace, lo ammiro e ho potuto anche conoscerlo un poco", riferendosi all’incontro avuto lo scorso maggio, dopo la prima messa da Pontefice del successore di Papa Francesco, morto il 21 aprile il giorno dopo aver ricevuto in udienza Vance. "Non mi dà fastidio che parli delle cose di attualità, anche, ad essere onesto, quando non sono d’accordo sul modo in cui applica un particolare principio", ha poi concluso il vice presidente che poco dopo è stato interrotto da qualcuno del pubblico che ha urlato, "Gesù Cristo non sostiene il genocidio".
Non è la prima volta che Vance si trova in una sorta di dibattito su questioni teologiche scon Papa Prevost, ed anche in quello precedente era centrale il pensiero di Sant'Agostino, il padre della Chiesa nella cui terra, l’antica Ippona, Leone XIV, il primo Papa agostiniano della storia, si è recato in pellegrinaggio ieri durante la sua visita in Algeria.
Se ora il vice presidente sembra contestare al Papa - che si è formato nei seminari e nelle università agostiniane americane, laureandosi poi alla Catholic Theological Union di Chicago prima e poi alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino a Roma - la sua interpretazione del 'bellum iustum', la guerra giusta, che Sant'Agostino intendeva come necessità temporanea per ripristinare la pace e la giustizia contro un’ingiustizia, prima di diventare Papa il cardinale Prevost bacchettò il vice presidente per l’interpretazione, in chiave America First, di un altro principio agostiniano, quello dell’ordo amoris, l’ordine dell’amore.
Vance, che ha scelto proprio Sant'Agostino come suo santo protettore al momento della sua conversione nel 2019, aveva infatti affermato che il principio impone che "noi amiamo prima la nostra famiglia, poi i vicini, poi la comunità, poi il nostro Paese e quindi consideriamo il resto del mondo", legittimando così la politica di tagli alla cooperazione, ai rifugiati e lotta all’immigrazione attuata dall’amministrazione Trump. La visione utilitaristica e gerarchica dell’amore che suscitò indignazione in molti gruppi cristiani negli Usa, con il cardinale Prevost che su X scrisse: "JD Vance si sbaglia: Gesù non ci chiede di fare classifiche del nostro amore per gli altri".