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15 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:55
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il caso

Trump ci ricasca: posta un'altra foto sua insieme a Gesù: "Il tycoon scelto da Dio"

Dalla foto da Papa all'abbraccio con Cristo: la spregiudicata strategia dell'ex presidente per blindare il decisivo voto evangelico

15 Aprile 2026, 16:32

16:40

Trump di ricasca: posta un'altra foto sua insieme a Gesù: "Il tycoon scelto da Dio"

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Un abbraccio sacrale per un leader politico. Non una fotografia autentica, ma un frammento di propaganda generato dall’intelligenza artificiale: Gesù che stringe a sé Donald Trump, sullo sfondo di una bandiera americana illuminata. È l’ultima provocazione visiva rilanciata dal tycoon su Truth Social, riaccendendo il dibattito statunitense su fede, consenso e potere.

Ripreso dall’account “Irish for Trump”, il post è corredato da un commento canzonatorio rivolto ai “folli della sinistra radicale”, ai quali l’immagine “non piacerà”, ma che il leader definisce “piuttosto carina”. L’intento appare trasparente: trasformare la polemica in un test identitario, dove l’indignazione degli avversari diventa essa stessa strumento per compattare il proprio elettorato.

Non è un caso isolato. Già nel maggio 2025 circolava una raffigurazione IA che mostrava Trump in abiti papali. Oggi il registro simbolico si fa più esplicito: l’evocazione della redenzione suggerisce non solo l’eccezionalità del personaggio, ma l’idea del “prescelto” chiamato a salvare l’America.

Un messaggio che intercetta una componente cruciale: alle presidenziali del 2024 i cristiani evangelici bianchi costituivano circa il 34% degli elettori trumpiani. Per molti di loro, le politiche pubbliche dovrebbero riflettere i valori religiosi, rendendo la simbologia cristiana un potente e mirato strumento di mobilitazione.

La strategia del “messia politico”, tuttavia, mostra incrinature. La costante teatralizzazione del potere ha provocato malumori anche in una parte del mondo evangelico conservatore e inasprito i contrasti con l’elettorato cattolico, frizioni acuite dallo scontro aperto tra Trump e Papa Leone XIV. Rifiutandosi di presentare scuse per i continui attacchi al pontefice, l’ex presidente ha ridimensionato la portata della raffigurazione sacra, descrivendola come un autoritratto nelle vesti di “medico” intento a guarire le persone.

Al di là dello scandalo immediato, l’episodio illumina l’evoluzione della propaganda nell’era dell’IA: bastano pochi secondi per confezionare contenuti ad altissimo impatto emotivo, in un ecosistema digitale dove si assottiglia il confine tra ironia, comunicazione politica e culto della personalità.

La scena pubblica americana assiste così a una fusione inedita tra nazionalismo, religione e personalizzazione estrema del potere. Il messaggio è lampante: Trump non si propone più come un semplice candidato, ma come l’uomo provvidenziale chiamato a redimere la nazione. E nella sua spregiudicata grammatica mediatica, la distanza tra campagna elettorale e investitura divina si consuma ormai nel tempo di un clic.