In provincia di Campobasso
Giallo di Pietracatella, interrogatori e testimoni riconvocati: sta per chiudersi il cerchio?
La morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita resta a tutt'oggi un mistero
Proseguono anche oggi in questura a Campobasso gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. La Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, stamattina ha sentito altre persone informate dei fatti, testimonianze di parenti e conoscenti delle vittime Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia, che si aggiungono alle decine di deposizioni già raccolte negli ultimi dieci giorni. Sono diverse le persone sentite più volte dall’inizio dell’indagine, segno che gli investigatori hanno trovato incongruenze e punti poco chiari ravvisando la necessità di riconvocare alcuni dei soggetti già ascoltati. Nelle prossime ore inoltre sarà nuovamente interrogato anche Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte per avvelenamento durante le feste di Natale. È inoltre atteso a breve l’arrivo della relazione finale dal Centro antiveleni di Pavia sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime.
Ieri, per la seconda volta in meno di dieci giorni, è stata sentita la cugina di Gianni Di Vita. La cugina di Gianni Di Vita è un’insegnante che vive a pochi metri di distanza dalla casa dove si è consumata la tragedia di Pietracatella e che, da quando l’abitazione è sotto sequestro, ospita nel suo appartamento l’ex sindaco e sua figlia Alice, gli unici due superstiti. Laura Di Vita era già stata sentita nei giorni successivi ai decessi ed era stata poi riconvocata la scorsa settimana per tre ore (nello stesso giorno del cugino e della figlia); ieri è dovuta tornare negli uffici della Mobile per una nuova deposizione durata più di quattro ore e terminata alle otto di sera.