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18 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:01
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il caso

Paolo Zampolli passa al contrattacco: "Accuse infamanti, ora basta"

Il diplomatico rompe il silenzio tramite i suoi legali e smentisce gli accostamenti agli Epstein Files e le dichiarazioni dell'ex compagna: "Pronti alle vie legali contro chi lede la nostra reputazione"

18 Aprile 2026, 23:01

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Paolo Zampolli passa al contrattacco: "Accuse infamanti, ora basta"

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Paolo Zampolli non ci sta e passa al contrattacco. Il rappresentante speciale del presidente Trump per le partnership globali rompe il silenzio e prende una posizione netta sulle recenti notizie circolate sulla stampa e online, soprattutto sull’annuncio della trasmissione Report che ha anticipato una intervista alla ex compagna brasiliana del diplomatico italo americano, affidando la propria replica a una nota ufficiale firmata dal suo legale, l'avvocato Maurizio Miculan.

Un documento dai toni fermi che definisce senza mezzi termini “accuse infamanti e prive di validi riscontri probatori”. Sin dall’incipit, la linea difensiva di Paolo Zampolli appare evidente: confutare puntualmente il susseguirsi di insinuazioni che hanno offuscato l’immagine del diplomatico. L’avvocato Miculan denuncia la diffusione di “numerose notizie apparse in questi giorni in rete e su carta stampata, gravemente lesive della reputazione” del suo assistito.

Primo nodo affrontato, quello legato agli Epstein files, terreno che negli Stati Uniti ha alimentato “accostamenti impropri”. La difesa ribadisce che la semplice comparsa del nome di Zampolli in tali atti non costituisce in alcun modo prova di responsabilità o coinvolgimento. Il legale precisa infatti che “il suo nome figura in tali files come quello di altre decine di persone con rilevante esposizione pubblica”. E aggiunge che “il nominativo del mio assistito risulta addirittura da e-mail anonime e come tali di nessuna valenza probatoria”, ridimensionando la portata delle segnalazioni prive di sostanza giuridica.

La nota affronta poi le questioni di natura personale. Nel mirino, le dichiarazioni della ex compagna Amanda Ungaro, secondo cui la first lady Melania Trump avrebbe “un patto con Zampolli perché teme che lui parli”. La replica è secca: “Si tratta di dichiarazioni infondate e interessate”. Miculan inquadra tali affermazioni nel contesto di un aspro contenzioso sull’affidamento del figlio della coppia, ricordando come le accuse della Ungaro siano state “già smentite dalle competenti autorità statunitensi”.

Capitolo a parte per le contestazioni di presunte violenze nei confronti di Victoria Naomi Drake. Qui la posizione della difesa si fa controffensiva: “Non solo la circostanza viene contestata, ma si rappresenta che Paolo Zampolli è stato vittima di documentate richieste estorsive”. Il riferimento è a segnalazioni già sottoposte alle autorità americane, con l’obiettivo di “interrompere e punire tali condotte”.

In chiusura, l’avvertimento: chi continuerà ad alimentare la macchina del fango ne risponderà in sede legale. Il messaggio finale dell’avvocato Miculan è esplicito: “Saranno perseguite nelle competenti sedi tutte quelle condotte che continueranno ad arrecare gravissimi danni reputazionali. D’ora in avanti, ogni ulteriore illazione sarà chiamata a misurarsi con il vaglio dei tribunali”. La conclusioe di Paolo Zampolli è durissima: “Siamo solo all’inizio, verranno tutti querelati e faremo anche la rischiesta ai social e a Google per avere i nomi di chi mi infama”.

Intanto Sigfrido Ranussi sui suoi social ha rivelato che "Paolo Zampolli ci ha diffidati dal mandare in onda il servizio su Epstein e Melania Trump che lo riguarda. L'avvocato dell'inviato speciale di Donald Trump sostiene che la presenza del suo nome nei cosiddetti Epstein files sia irrilevante e che le dichiarazioni della sua ex compagna Amanda Ungaro siano infondate. E che il passaggio in cui Zampolli parla delle “donne brasiliane” sia un “off record”."

"Ci limitiamo a ricordare alcuni fatti - ha scritto Ranucci -. Zampolli compare negli Epstein files decine di volte e per sua stessa ammissione ha avuto a che fare con Epstein. Ci ha ricevuti a casa sua dopo essere stato informato per iscritto dei temi dell'intervista. Ha risposto per più di un’ora alle nostre domande e addirittura, rispetto al passaggio a margine dell’intervista in cui parla delle “donne brasiliane”, la telecamera è stata riaccesa dopo una sua esplicita richiesta. Zampolli non è un privato cittadino, è l'inviato del Presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, e quello che dice, e come lo dice, è di interesse pubblico, per questo manderemo in onda il servizio".