l'inchiesta
Scandalo a Milano: sesso, lusso e calciatori VIP. Svelato il "servizio dopopartita"
La Procura smantella un'agenzia di eventi con sede a Cinisello. Oltre 1,2 milioni di euro sequestrati e quattro arresti. Coinvolti 70 sportivi (non indagati) tra fiumi di denaro, hotel a cinque stelle e ragazze sfruttate
Dietro la patina scintillante dei club più esclusivi di Milano e dei grandi alberghi a cinque stelle si sarebbe celato un business milionario fondato su escort, serate “all inclusive” e ingenti flussi di denaro. È il quadro delineato dalla Procura di Milano e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, sfociato il 20 aprile 2026 in un blitz con quattro arresti domiciliari, perquisizioni e sequestri per oltre 1,2 milioni di euro.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, figura un’agenzia di eventi con sede a Cinisello Balsamo, indicata come Ma.De Milano.
Secondo l’ipotesi accusatoria, dietro l’apparenza di normali attività di pubbliche relazioni gli indagati — tra cui spiccano Emanuele Buttini e Deborah Ronchi — avrebbero orchestrato un sistema di reclutamento di giovani donne da proporre a una clientela d’élite, confezionando pacchetti “all inclusive”: tavoli nei locali simbolo della movida, camere d’albergo, ragazze immagine e perfino gas esilarante. La formula di punta sarebbe stata il cosiddetto “servizio dopopartita”, rivolto in particolare a sportivi professionisti di altissimo livello.
Tra i frequentatori abituali, indicati in larga parte con omissis, figurerebbero almeno 70 calciatori appartenenti a club quali Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona, oltre a un pilota di Formula 1. Punto fermo, ribadito dagli inquirenti: nessuno di questi atleti risulta, allo stato, indagato.
La loro presenza negli atti servirebbe unicamente a fotografare l’ampiezza del giro d’affari, alimentato da clienti facoltosi disposti a spendere cifre ingenti per cene, after party e presunti servizi sessuali. I tracciamenti finanziari ricostruiti dagli investigatori evidenziano bonifici per oltre 450 mila euro eseguiti da “calciatori professionisti” verso conti riconducibili agli indagati. Che si trattasse di pagamenti diretti per escort o di altre voci di spesa, il denaro dei vip avrebbe rappresentato, secondo gli atti, una componente decisiva del presunto meccanismo di sfruttamento e autoriciclaggio.
L’aspetto più crudo emerge dalle testimonianze. L’indagine ha preso avvio nel agosto 2024 dalla denuncia di una giovane donna, che ha riferito di feste clandestine iniziate già durante il lockdown e di rapporti sessuali a pagamento consumati “soprattutto fra i calciatori professionisti”.
Negli atti compaiono dettagli inquietanti: una presunta discoteca abusiva, l’obbligo per le ragazze di corrispondere agli organizzatori l’affitto delle stanze e compensi irrisori. A fronte degli incassi milionari imputati all’agenzia, le giovani avrebbero ricevuto tra 70 e 100 euro a serata; in diversi casi, secondo l’accusa, sarebbero state private di almeno il 50% dei loro guadagni, in un evidente squilibrio di potere.
Hotel di lusso e noti club milanesi, del tutto estranei ai fatti e ignari delle condotte contestate, sarebbero stati utilizzati come semplice palcoscenico per gli incontri.