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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:25
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L'accusa

Onu contro il Libano: Dbeibah e la 444ma Brigata dietro l'uccisione di Ghneiwa, l'operazione che ha ridisegnato i gruppi armati a Tripoli

Il progetto omicidiario farebbe parte di una campagna per smantellare avversari e consolidare il controllo dei gruppi di Misurata

22 Aprile 2026, 09:31

09:40

Onu contro il Libano: Dbeibah e la 444ma Brigata dietro l'uccisione di Ghneiwa, l'operazione che ha ridisegnato i gruppi armati a Tripoli

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Secondo gli Esperti dell’ONU, il premier del governo di Tripoli, Abdulhamid Dbeibah, “direttamente istruito nella sua veste di ministro della Difesa” insieme al generale Mahmoud Hamza, comandante della 444ª Brigata, l’operazione dell’unità che il 12 maggio 2025 portò all’uccisione di Abdelghani Al-Kikli, detto Ghneiwa, ex capo dell’Apparato di sostegno alla stabilità.

L’eliminazione avvenne nel quartier generale della 444ª a Takbali, a Tripoli.

Nel rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza, gli esperti affermano di aver “riscontrato che l’uccisione di Al-Kikli ha costituito una privazione arbitraria della vita ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani”.

L’azione, prosegue il documento, “faceva parte di una più ampia campagna contro l’Apparato di sostegno alla stabilità, che ha comportato un’azione coordinata da parte di gruppi armati mobilitati a sostegno del primo ministro, Al Dbeibah” e “la sua uccisione è stata immediatamente seguita da un’operazione militare organizzata per assumere il controllo del quartier generale dell’Apparato di sostegno alla stabilità ad Abu Salim e di altre località strategiche sotto il suo controllo”.

Successivamente è stato compiuto un tentativo di smantellare l’Apparato di deterrenza per la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo e di stabilire il controllo sulla sua roccaforte nel quartiere di Suq al-Jum’ah (Tripoli)”.

A differenza dell’operazione coordinata contro l’Apparato di sostegno alla stabilità, le azioni contro l’Apparato di deterrenza sono state avviate da Mahmoud Hamza, che ha un conflitto personale di lunga data con il leader dell’Apparato di deterrenza, Abdelraouf Kara”, scrivono gli esperti, sottolineando come “l’operazione militare non ha portato al ripristino dello Stato di diritto ma ha invece ridisegnato il panorama dei gruppi armati nella Libia occidentale, determinando, tra l’altro, crescente tensioni tra i gruppi armati dominati da Misurata e altri attori della regione occidentale, nonché un rafforzamento del controllo su Tripoli e sulle istituzioni statali da parte dei leader dei gruppi armati di Misurata”.

A tale riguardo – rimarcano gli Esperti Onu – Ibrahim Al Dbeibah è stato il fulcro delle decisioni in materia di sicurezza, politica ed economia prese da suo zio, il primo ministro Abdulhamid Al Dbeibah e ciò gli ha permesso di consolidare la sua posizione come uno dei principali attori tra i gruppi armati”.