l'inchiesta
Scandalo escort in serie A: nomi in codice e chat segrete, così i magistrati sceglieranno i giocatori da interrogare
Nessun calciatore è indagato, ma i pm vogliono vederci chiaro. I campioni con "riscontri concreti" sui pagamenti alle escort dovranno testimoniare sui festini di Milano
L’onda d’urto dell’inchiesta “Ma.De” ha scosso la movida milanese, ma è la seconda fase delle indagini – incentrata su quanto avvenuto dopo il blitz – a tenere con il fiato sospeso il mondo della Serie A.
Dopo i domiciliari per quattro presunti organizzatori e il sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro, la Procura di Milano concentra ora l’attenzione sul “dopo inchiesta”: analisi delle prove e imminenti testimonianze dei clienti vip.
Il calendario degli interrogatori è già delineato. Tra lunedì e martedì scorsi i pubblici ministeri hanno ascoltato le prime ragazze in qualità di testimoni, per ricostruire il funzionamento del presunto sistema di prostituzione.
Il passaggio cruciale è fissato al 27 aprile, quando compariranno davanti alla gip Chiara Valori i quattro indagati sottoposti ai domiciliari per gli interrogatori di garanzia.
Si tratta di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i “promotori e dominus” del sodalizio, insieme ai collaboratori Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, chiamati a rispondere delle accuse di sfruttamento e favoreggiamento.
L’attenzione investigativa si sposta ora sul folto elenco di sportivi coinvolti a vario titolo. Nei decreti di perquisizione compaiono i cognomi di oltre sessanta o settanta calciatori professionisti, tra cui tesserati di club di primo piano. È fondamentale ribadirlo: nessuno di loro risulta indagato.
L’ordinamento italiano non punisce l’acquisto di prestazioni sessuali tra adulti consenzienti, concentrando la sanzione penale su chi trae profitto dall’attività.
Ciononostante, l’ufficio guidato da Marcello Viola e coordinato dall’aggiunta Bruna Albertini sta valutando le convocazioni. Non ci sarà una sfilata di massa in tribunale: l’intenzione dei magistrati è di sentire, come testimoni, solo alcuni giocatori selezionati.
Saranno chiamati a deporre gli atleti per i quali, dall’analisi dei dispositivi e delle chat sequestrate, emergano i riscontri più concreti sull’effettivo ricorso al cosiddetto “servizio extra”, vale a dire l’acquisto di sesso a pagamento.
Obiettivo degli accertamenti tecnici è operare una distinzione netta: separare chi ha semplicemente preso parte a feste e cene mondane da chi, invece, avrebbe versato migliaia di euro per accedere alle prestazioni delle escort al termine delle serate nei locali.
In questa ricognizione, i nomi dei calciatori funzionano da “parole chiave” per scandagliare i telefoni dell’organizzazione. Mentre il quadro probatorio a carico degli organizzatori si fa sempre più definito, per alcuni campioni del pallone si profila l’imbarazzo di dover svelare ai magistrati i retroscena di quelle notti tra lusso, party “all inclusive” e bonifici.
