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Il caso

Casa nel bosco, "I nostri figli stanno subendo una forma di crudeltà": Catherine e Nathan Trevaillon alla Camera

Con occhi umidi e un cestino di disegni, i due coniugi sono stati invitati dall'onorevole Michela Brambilla a partecipare alla conferenza stampa «Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco»

22 Aprile 2026, 20:52

21:00

Casa nel bosco, "I nostri figli stanno subendo una forma di crudeltà": Catherine e Nathan Trevaillon alla Camera

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Emozionati a tratti con gli occhi umidi, in alcuni momenti mano nella mano, decisi a riportare a casa i loro figli. Così sono apparsi alla stampa Nathan e Catherine Trevaillon, che accompagnati dal loro legale Marco Femminella, hanno preso parte alla conferenza stampa alla Camera convocata dalla presidente della commissione infanzia Michela Vittoria Brambilla, dal titolo significativo: «Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco».

La coppia ha portato con sé in un cestino di vimini i disegni e le letterine dei loro bambini. In uno in particolare, all’interno di una caverna, si vedono i componenti della famiglia che si tengono per mano.

«Mi sembra di vivere un incubo, sono franca: non ho mai visto, né sentito, una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli», ha detto Catherine Trevaillon in un messaggio che ha letto in inglese durante l’incontro con la stampa. La donna, vestita di bianco e rosa e con un foulard color salmone, a tratti molto emozionata, ha letto anche un messaggio ricevuto da dei figli nel giorno del suo compleanno.

«Auguri mamma, ti auguro buon compleanno e ti penso con tutti i nostri animali. Con gli altri miei fratelli vorrei fossimo lì, mi manchi moltissimo e ci stiamo facendo forza per uscire da qui».

Anche il marito Nathan ha sottolineato «il dolore, non potete immaginare quanto, che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi e specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta. Mia moglie e io siamo uniti più di prima, il nostro amore è più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima».

Per il professor Tonino Cantelmi, consulente di parte, «la prima parola che è risuonata qui è stata 'crudeltà', e crudeltà è anche screditare il racconto di una madre che non viene creduta, che viene rappresentata come colei che danneggia i figli. Sono stati espressi giudizi clinici da persone che non hanno competenza clinica».

Nettamente contrari all’allontanamento dei bambini dai genitori si sono mostrati il professor Massimo Ammmaniti e la professoressa Daniera Pia Rosaria Chieffo, che hanno parlato dei danni causati nei minori da questa esperienza.

La garante per l’Infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha detto che sono 41 mila i bambini sottratti alle famiglie «per i quali spendiamo oltre 1 miliardo che potrebbe essere usato per aiutare i nuclei familiari» e ha detto di aspettare il momento del ritorno a casa dei bambini, «coraggio!», ha augurato alla coppia.

«Nathan e Catherine stanno vivendo un vero calvario», ha detto Brambilla: «questa è una violenza di Stato. Io non avrò pace - ha proseguito - fino a che questa famiglia non sarà riunita. Due giovani educatrici non hanno la professionalità e la competenza per dare tanto dolore a questa famiglia, non ne hanno la competenza».

Per il legale Femminella, infine, «non siamo in presenza di abusi o maltrattamenti ma di una genitorialità fortemente attenta ai bisogni dei minori con una scelta di ritorno alle radici alla natura: forse questo ha creato un problema. Ed il sistema processuale evidentemente è fallace».