Giudiziaria
Calciatori Lucarelli e Apolloni assolti da accusa di violenza sessuale: annullate le condanne
I due giovani giocatori e tre amici erano stati accusati da una studentessa statunitense; la procura potrà ricorrere entro 90 giorni
Un processo d’appello durato diversi mesi e con tante udienze e una lunga camera di consiglio, che ha sforato di oltre un’ora l’orario previsto per la sentenza, ha ribaltato il verdetto nel processo con rito abbreviato per violenza sessuale di gruppo per i due giovani calciatori Mattia Lucarelli, 26 anni e figlio dell’ex attaccante del Livorno Cristiano, e Federico Apolloni, coetaneo, e per tre loro amici. Tutte assoluzioni con formula piena «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di aver abusato di una studentessa statunitense 22enne quattro anni fa.
Il secondo grado, dunque, ha spazzato via le condanne a 3 anni e 7 mesi di reclusione per Lucarelli junior e Apolloni, a 2 anni e 8 mesi per un imputato e a 2 anni e 5 mesi per gli altri due, che erano arrivate anche dopo gli arresti, con misure dei domiciliari, del gennaio 2023. Mentre le indagini erano passate pure per un incidente probatorio per cristallizzare la versione della ragazza dopo la sua denuncia.
La 22enne, stando all’inchiesta della Polizia e della pm Alessia Menegazzo, basata anche sull'analisi di alcuni video dei telefoni e su intercettazioni, era stata «agganciata» fuori da una discoteca milanese e poi portata dai ragazzi in un appartamento di Mattia Lucarelli, che all’epoca giocava nel Livorno come Apolloni. Nella casa sarebbe avvenuto, come contestava la Procura, il presunto stupro di gruppo sulla ragazza, che aveva bevuto e non era in condizioni di esprimere consenso.
Dopo che la prima sezione penale della Corte (giudici Santangelo-Simion-Aloisio) ha letto la sentenza, che ha cancellato le accuse, gli imputati sono usciti dall’aula urlando di gioia e si sono abbracciati coi loro familiari. Era presente anche l’ex bomber Lucarelli, sempre vicino al figlio per tutto il processo e che ha reagito sferrando un calcio a un totem informativo. E ai cronisti che gli chiedevano un commento ha risposto in questo modo: «Luridi, falsi, venduti, per quattro anni ci avete infamato, ora fateli i titoloni, vi abbiamo rovinato la festa». Mentre l’avvocato Leonardo Cammarata, nel pool difensivo col collega Francesca Nobili, ha spiegato: «Siamo molto contenti, eravamo convinti della loro innocenza e oggi è andata secondo giustizia». La difesa in primo grado aveva puntato anche su una consulenza medico legale sulle condizioni della giovane per dimostrare, in sostanza, che si era trattato di rapporti consenzienti.
Nelle motivazioni del primo grado, depositate nel settembre 2024, il giudice Roberto Crepaldi aveva parlato di «una vera e propria azione collettiva, volta a carpire il consenso della persona offesa ad atti sessuali con il maggior numero di loro, nonostante la piena consapevolezza dello stato di alterazione». La Procura generale potrà fare ricorso contro le assoluzioni, dopo le motivazioni tra 90 giorni. Motivazioni che potrebbero ribaltare proprio quei profili dello stato di alterazione e del dolo.