L'intervista
Paolo Zampolli a La Sicilia: «Nessun legame con la politica: sono italiano, sarebbe stato un sogno vedere la Nazionale negli Usa»
L'intervista esclusiva dell'inviato speciale del presidente Trump che chiarisce la sua proposta: «Sono un tifoso e confermo di averlo suggerito a Trump e al presidente Fifa Infantino»
L’Italia ai Mondiali del 2026 al posto dell’Iran. È la richiesta avanzata dall’inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali, Paolo Zampolli, alla Fifa. L'ambassador di Trump ha spiegato che i quattro campionati del Mondo vinti dagli Azzurri avrebbero giustificato il ripescaggio.
Abbiamo sentito in esclusiva per il nostro giornale proprio Paolo Zampolli che ha confermato la sua idea: «Voglio precisare a scanso di equivoci che la mia non è una proposta politica. È un’idea, un sogno da tifoso. Tutti coloro che in Italia seguono il calcio e la nazionale hanno sognato e sognano la stessa cosa».
Ancora Zampolli, sentito ieri sera durante una call organizzata dalla nostra redazione, insiste: «Ho fatto un sogno come tutti noi siamo abituati. La mia richiesta era per il popolo italiano e per il popolo italo-americano. Nella sua gloriosa storia internazionale l’Italia ha vinto quattro volte i Mondiali, vederla lontana dalla competizione che si svolgerà proprio negli States è un peccato. Ecco perché ho avanzato la proposta. Trova il favore di tanti cittadini del nostro Paese che vivono in America e che speravano e sperano ancora che ci sia un vistoso tocco d’azzurro nelle loro giornate che vivranno seguendo le altre partite della competizione mondiale».
Il concetto, riportato dal Financial Times, è stato ribadito una volta di più da Paolo Zampolli al nostro giornale. «Ho suggerito lo scambio al presidente Donald Trump e al presidente della Fifa Gianni Infantino».
L'Iran non si è ritirato dai Mondiali e la squadra si sta preparando a giocare negli Stati Uniti nonostante la guerra in Medio Oriente. La Fifa ha insistito sul fatto che le partite della fase a gironi, previste a Los Angeles e a Seattle, si svolgeranno come programmato a giugno. Ma Zampolli ha sottolineato come la richiesta, rivolta a Trump e Infantino, era intesa come un piano di emergenza nel caso in cui l'Iran non potesse partecipare al torneo di calcio all'ultimo minuto. «Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Non c’è un secondo fine, non ci sono strategie studiate» ha dichiarato Zampolli a “La Sicilia”.
Giusto un mese fa Zampolli aveva incontrato il ministro dello sport, Abodi e aveva parlato ancora con il nostro giornale in esclusiva: «Avevamo discusso alcuni dettagli per creare una “Casa azzurra” di grande effetto e funzionale a una manifestazione di caratura mondiale, appunto. Avevamo in mente di fare grandi cose insieme. Riunire gli italiani d’America, i tifosi in arrivo dall’Italia per un avvenimento unico. Sarebbero emersi i reali valori che hanno i due Paesi. E gli azzurri avrebbero “giocato in casa” per l’entusiasmo che si sarebbe creato attorno alle partite ufficiali».
L’Iran, dal canto proprio, ha fatto sapere nelle ultime ore di essere tuttavia pronto per il torneo che si aprirà nel mese di giugno e ha precisato che intende partecipare. Nello scorso mese di marzo Teheran aveva detto che non avrebbe partecipato in seguito all’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele, citando motivi di sicurezza per i suoi atleti negli States. L’Iran aveva quindi aleggiato l’ipotesi di giocare in Canada o in Messico, ma è stato respinto dalla Fifa. Trump aveva detto che i giocatori iraniani sarebbero stati i «benvenuti» negli Stati Uniti, senza però nascondere che sarebbe stato inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro.