la decisione
La stretta negli Stati Uniti senza precedenti: arresti ed espulsioni per i migranti e fino a 20 anni di carcere
Una corte d'appello apre la strada a una nuova legge: poteri statali contro i migranti e scontro con il governo federale
Una corte d’appello ha aperto la strada a una normativa senza precedenti in Texas che attribuisce ai funzionari statali il potere di arrestare ed espellere i migranti.
La misura, firmata dal governatore repubblicano Greg Abbott nel dicembre 2023, configura come reato l’ingresso o il rientro irregolare in Texas da un paese straniero e conferisce ai giudici statali la facoltà di disporre l’allontanamento dei migranti, prevedendo pene detentive fino a 20 anni per chi rifiuti di ottemperare.
Dopo che, nel febbraio 2024, un giudice aveva emesso un’ingiunzione preliminare per bloccarne l’applicazione, il caso è approdato alla Corte Suprema, che ne ha consentito brevemente l’entrata in vigore prima che un altro tribunale ne sospendesse nuovamente l’efficacia, ritenendo che la normativa potesse interferire con le prerogative del governo federale nell’applicazione delle leggi statunitensi sull’immigrazione.
Su impulso del procuratore generale repubblicano del Texas, Ken Paxton, un’ulteriore corte d’appello ha ripreso in esame la vicenda.
“Il diritto del nostro Stato di arrestare gli immigrati clandestini, proteggere i nostri cittadini e far rispettare le leggi sull'immigrazione è fondamentale”, ha dichiarato Paxton dopo la sentenza che ha negato a migranti e associazioni per la tutela dei loro diritti la possibilità di contestare la legge.