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25 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:22
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LA LIBERAZIONE

Spari con pistola ad aria compressa contro due partigiani al 25 aprile di Roma: marito e moglie colpiti al collo e alla spalla

Un uomo in scooter si ferma, estrae l'arma e ferisci due iscritti Anpi col fazzoletto partigiano al collo

25 Aprile 2026, 17:19

18:00

Spari con pistola ad aria compressa contro due partigiani al 25 aprile di Roma: marito e moglie colpiti al collo e alla spalla

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C’erano le bandiere della Resistenza, i fazzoletti al collo, le famiglie, la musica, le parole della memoria. E poi, all’improvviso, il rumore secco di colpi che con il lessico della guerra non avrebbero dovuto avere nulla a che fare. Nel pomeriggio di sabato 25 aprile 2026, a Roma, in via delle Sette Chiese, a ridosso di Parco Schuster, un uomo e una donna sono rimasti feriti in modo non grave dopo essere stati raggiunti da alcuni pallini sparati con un’arma ad aria compressa. Un episodio che, pur senza conseguenze gravi sul piano clinico, ha avuto un impatto fortissimo sul piano simbolico: accade infatti nel giorno dell’81° anniversario della Liberazione, a margine di una delle manifestazioni più significative della capitale.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse nelle ore successive, i due feriti hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati soccorsi dal 118. Il fatto si è verificato quando il corteo promosso dall’ANPI si era da poco concluso nell’area del parco, tradizionale punto di arrivo delle celebrazioni del 25 Aprile nella zona sud della città. Le informazioni disponibili, al momento, convergono su un punto essenziale: non si sarebbe trattato di ferite gravi, ma di un gesto abbastanza violento e abbastanza vicino ai partecipanti da trasformare in pochi istanti una giornata pubblica in una scena di paura e disorientamento.

Secondo le prime ricostruzioni due iscritti all’Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa. I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue. Nessuno dei due è grave, hanno poi spiegato dall’Anpi. Si stanno sottoponendo alle medicazioni e «stanno bene». Ma, aggiungono, «quello che è successo è una cosa gravissima».

La giornata della Liberazione a Roma: il percorso, i numeri, il significato

Per capire la portata del fatto bisogna partire dalla giornata in cui è avvenuto. Il 25 aprile 2026 ha segnato l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, e a Roma le celebrazioni hanno avuto un valore ancora più forte per la centralità simbolica della città nella storia della Resistenza e della memoria repubblicana. L’ANPI Provinciale di Roma aveva organizzato una mattinata di appuntamenti a Parco Schuster a partire dalle 9:30, seguita dal concentramento delle persone in piazza di Porta San Paolo alle 10:30 e dal corteo fino al parco attraverso i quartieri di Ostiense e Garbatella.

Le indicazioni diffuse da Roma Servizi per la Mobilità parlavano di una partecipazione prevista di circa 2.000 persone per il solo corteo organizzato dall’Anpi, con un itinerario preciso: da Porta San Paolo a Parco Schuster lungo un asse urbano che attraversa alcuni luoghi storicamente legati all’antifascismo romano e alla memoria popolare della città. È un percorso che non è soltanto logistico: è anche narrativo. Muoversi da Porta San Paolo, luogo simbolo della resistenza armata romana del 1943, fino all’area di San Paolo significa tenere insieme commemorazione, spazio pubblico e attualità civile.

Questo è il motivo per cui i colpi ad aria compressa non possono essere letti soltanto come un episodio di inciviltà o come una bravata da archiviare in fretta. Anche in assenza, al momento, di elementi pubblici sufficienti a chiarire movente, autore o intenzionalità precisa, il contesto impone prudenza ma anche serietà. Colpire due persone a margine di una manifestazione del 25 Aprile significa intervenire dentro un rito collettivo che in Italia continua a essere uno dei più delicati, discussi e identitari.