Giudiziaria
Femminicidio a Foggia, i figli invitati in carcere dal difensore del padre: i loro legali si oppongono
I due giovani sollecitati ad incontrare il genitore per «discutere documenti». La vittima è Stefania Rago
L’avvocato che difende Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di Foggia in carcere da due giorni con l’accusa di aver ucciso la moglie 46enne Stefania Rago, avrebbe contattato i figli di Fortebraccio e Rago «invitandoli ad andare a trovare urgentemente in carcere» il padre, «anche per discutere con lui di documenti e altre cose». Lo riferisce Michele Sodrio, il legale che, insieme al collega Salvatore Ammirati, assiste i fratelli Jessica e Michael, ritenendo che «si tratti di un tentativo di precostituirsi una qualche difesa, ma è un comportamento che ha aggiunto dolore e strazio ai due ragazzi».
«Ho parlato con loro ed ho visto davanti a me due ragazzi semplicemente distrutti dal dolore per l’assassinio della madre ad opera del loro stesso padre. - dice l’avvocato - Mi hanno chiesto una sola cosa: vogliamo giustizia per nostra madre».
Il legale fa sapere anche di aver segnalato ai carabinieri l'iniziativa del difensore di Fortebraccio, diffidando la collega dal «cercare altri contatti con Jessica e Michael. Noi avvocati - dice Sodrio - dovremmo essere i primi ad avere un minimo di sensibilità umana in queste vicende, ma qui si è andati davvero oltre».
Nella pec trasmessa alla collega che difende il presunto assassino, padre dei ragazzi, e per conoscenza ai carabinieri di Foggia, l’avvocato Sodrio parla di «condotta inaccettabile, oltre che grave violazione deontologica e possibile tentativo di intralcio alla giustizia, dato che i miei clienti sono testimoni dell’accusa».