La guerra
Hormuz, l'Iran cerca il disgelo: "Riapriamo lo Stretto". Gli Usa non allentano l'embargo
L'obiettivo di Teheran è congelare i colloqui sul nucleare per accelerare una tregua marittima. Sul campo, un elicottero della USS Pinckney ha costretto al rientro la nave Sevan
Tensione alle stelle in Medio Oriente, ma con un inatteso spiraglio diplomatico. Mentre il blocco navale statunitense stringe i porti della Repubblica Islamica, Teheran tenta una mossa tattica: un’offerta per riaprire lo Stretto di Hormuz, rinviando a una fase successiva il dossier sul programma nucleare. La rivelazione, riportata da Axios, evidenzia come la trattativa sia in un profondo stallo.
La leadership iraniana appare lacerata sulle concessioni atomiche da presentare e la nuova proposta, recapitata a Washington tramite mediatori pakistani, punta ad aggirare l’impasse interna per giungere a un’intesa più rapida.
Sul versante militare, però, la pressione americana non accenna a diminuire. Il Comando Centrale USA ha confermato l’intercettazione di 38 navi mercantili riconducibili a Teheran dall’inizio del blocco, con un’azione sistematica volta a impedire l’accesso e l’uscita dai porti iraniani.
Le operazioni di pattugliamento proseguono senza sosta: sabato scorso, nel Mar Arabico, un elicottero decollato dal cacciatorpediniere USS Pinckney ha imposto il rientro in Iran della mercantile sanzionata Sevan.
L’offensiva si estende su scala globale. La scorsa settimana, nell’Oceano Indiano, il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti ha sequestrato due petroliere appartenenti alla “flotta ombra” di Teheran, la Majestic X e la Tifani. Washington ha ribadito con fermezza l’intenzione di smantellare le reti illecite e di intercettare chiunque fornisca supporto materiale alla Repubblica Islamica.