il racconto
Volano le teorie del complotto a Washington: l'attentato che fa dubitare persino l'America MAGA
La sfiducia per l'escalation a Teheran genera un cortocircuito a destra: le reazioni surreali di VIP e agenti convincono la base che la Casa Bianca stia recitando un copione
L’assalto armato durante un gala dei media a Washington ha scosso profondamente gli Stati Uniti. E, mentre si dirada il caos, dai social network rimbalza un coro assordante: “Una messa in scena al 100%”.
Quello che doveva essere un ordinario appuntamento istituzionale si è trasformato in pochi istanti in un incubo e, subito dopo, in terreno fertile per congetture e teorie del complotto, alimentate da coincidenze inquietanti, presunti vuoti nella sicurezza e reazioni giudicate fuori dall’ordinario.
A innescare i sospetti è stata una “profezia” interpretata a posteriori in modo letterale. Poco prima dell’inizio, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aveva dichiarato ai microfoni di Fox News che nel corso della serata ci sarebbero stati “fuochi d’artificio” e che “saranno sparati dei colpi”. Frasi chiaramente metaforiche, riferite alle stoccate attese nel discorso di Donald Trump, che tuttavia, alla luce degli spari reali, hanno acceso il sospetto e moltiplicato le illazioni online.
A rafforzare la narrazione della messinscena hanno contribuito alcuni comportamenti ritenuti “surreali” ai vertici della sicurezza. Mentre centinaia di giornalisti cercavano riparo sotto i tavoli o dietro le colonne, in alcune immagini condivise sui social Kash Patel appare impassibile e immobile; Pete Hegseth, invece, viene ripreso con un sorriso disteso pochi attimi dopo l’esplosione del caos. Anche la sofferenza di Erica Kirk, ripresa in lacrime davanti alle telecamere mentre implorava “voglio andarmene”, è stata liquidata sui social come “troppo teatrale”.
A gettare benzina sul fuoco è arrivato infine il commento entusiastico di Dana White, patron delle arti marziali miste e amico del presidente: “È stato fottutamente fantastico, mi sono goduto ogni singolo minuto, un’esperienza folle e unica”.
I dubbi più pesanti riguardano però l’eccezionale falla nei protocolli di sicurezza. Un’immagine divenuta virale mostra un uomo misterioso che si avvicina a Donald e Melania Trump, sussurra qualcosa e mostra un biglietto a pochissimi istanti dall’inizio degli spari. In rete ci si interroga su come un aggressore armato fino ai denti possa avere superato due cordoni di agenti del Secret Service e della polizia locale e, soprattutto, perché non sia stato abbattuto per neutralizzare la minaccia ma soltanto immobilizzato.
La tesi della messinscena ha oltrepassato i confini statunitensi: dall’Iran è circolato un video di scherno in stile Lego che deride l’attentato, con un Trump in pannolone e cappellino MAGA intento a ballare.
Un clima di sfiducia che affonda in radici politiche più profonde: l’escalation con l’Iran ha scatenato critiche feroci verso Trump persino tra alcuni suoi sostenitori. In questo contesto teso, all’interno dell’universo MAGA avanza un revisionismo allarmante: prende piede l’idea che anche il tentato omicidio del 2024 a Butler, in Pennsylvania sia stato una clamorosa farsa.