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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:18
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L'inchiesta

Rogo al Constellation, l'inizio della tragedia in un video shock: la visione per i legali ma senza le famiglie

Per gli avvocati delle famiglie delle vittime è particolarmente importante ricostruire cosa è accaduto quella notte di Capodanno

27 Aprile 2026, 17:49

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Rogo al Constellation, l'inizio della tragedia in un video shock: la visione per i legali ma senza le famiglie

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La possibilità di prendere visione delle immagini delle telecamere interne al Constellation che riprendono i minuti in cui si è sviluppato l'incendio di Capodanno è «un appuntamento importante, un ulteriore snodo nelle indagini per accertare i fatti di quella drammatica sera», ma «senza le famiglie, che hanno già vissuto momenti terribili e non è il caso di farne vivere ulteriormente degli altri». Lo spiega l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale dei genitori di una ragazza italiana rimasta ferita nel rogo di Crans-Montana.

«Domani a Sion avremo modo di visionare i video della tragica notte di Capodanno al Le Constellation», conferma. «Stiamo riesaminando tutte le audizioni delle persone presenti quella notte», - prosegue Ventimiglia - incrociando dichiarazioni, tempi e dinamiche, per arrivare alla visione con un quadro il più possibile chiaro e strutturato. Ci aspettiamo che le immagini consentano di verificare concretamente quanto finora emerso, di chiarire eventuali contraddizioni e soprattutto di aggiungere elementi oggettivi sulla gestione della serata, sulle condizioni di sicurezza e sulle modalità con cui si è sviluppata la tragedia.

Secondo l'avvocato «sarà un adempimento molto toccante, ma certamente significativo per continuare a fare luce su quanto accaduto. Andremo solo legali, senza le famiglie, che hanno già vissuto momenti terribili e non è il caso di farne vivere ulteriormente degli altri».

La visione da parte dei genitori dei feriti e delle vittime del rogo del Constellation delle immagini interne al Constellation, «va valutata persona per persona. Chi se la sente, chi non se la sente. Non è una scelta facile, senz'altro, è qualcosa su cui devono riflettere», spiega Roberta Brivio, psicologa dell'emergenza, presidente della Società italiana psicologi dell'emergenza sos, che ha operato a Crans-Montana nell'ambito della missione della Protezione civile della Lombardia.

Oggi è toccato ai difensori degli indagati vedere quelle immagini. Si tratta di una sequenza video montata dagli investigatori utilizzando le immagini delle videocamere interne e di quelle installate nelle strade intorno al discobar. «Credo che i genitori siano seguiti dal punto di vista psicologico da qualcuno - prosegue Roberta Brivio - e quindi è una valutazione che va fatta con chi li sta seguendo. Non credo che esista una linea giusta uguale per tutti.

Considerando anche la particolarità di questa tragedia svizzera: «È un avvenimento che ha colpito i giovani - aggiunge la psicologa - in un momento di divertimento, che non è una cosa usuale. E tutte le volte che i lutti, i drammi colpiscono il nostro futuro hanno una risonanza molto più forte emotivamente in tutti noi, soprattutto in una situazione ludica, di divertimento, di gioia, di felicità, che purtroppo è andata a finire come abbiamo visto».

Di quei giorni drammatici, a Crans-Montana, sono rimaste alcune relazioni che si sono stabilite tra gli psicologi e i genitori assistiti: «I genitori ci contattano ancora, quando ne hanno desiderio, - racconta Brivio - non siamo noi che contattiamo loro: ci fanno avere notizie, ci aggiornano per rallegrarsi, per condividere i miglioramenti. E anche per ringraziarci, in qualche modo».