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Indagini

Settimana decisiva per il giallo di Pietracatella, attesa per gli esiti dell'autopsia: come è stata assunta la ricina?

La polizia apre l'iPhone di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due vittime, per acquisire chat, mail e note sugli alimenti, mentre a Bari si esaminano i vetrini autoptici

27 Aprile 2026, 18:51

Settimana decisiva per il giallo di Pietracatella, attesa per gli esiti dell'autopsia: come è stata assunta la ricina?

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Quella che si è appena aperta sarà una settimana cruciale per l’inchiesta della procura di Larino e della Squadra Mobile di Campobasso sul giallo di Pietracatella. Da domani a giovedì tre giorni che si annunciano intensi.

Si comincia domani alle 9.30 quando, così come disposto dalla procuratrice Elvira Antonelli, a Campobasso la Polizia giudiziaria "aprirà" lo smartphone di Alice Di Vita, la diciottenne sorella e figlia delle due donne, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte avvelenate con la ricina alla fine dello scorso mese dicembre.

Agli investigatori telematici è stato chiesto di acquisire tutti i dati dell’iPhone che riguardano gli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni.

Infine verranno acquisiti anche gli appunti contenuti nelle note del telefono dove la ragazza avrebbe appuntato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia.

Dopodomani, mercoledì, invece, l’attenzione si sposterà su Bari dove, al Policlinico, la dottoressa Benedetta Pia De Luca ha convocato i legali e i consulenti dei medici indagati e delle parti offese per l’esame dei vetrini istologici con i prelievi effettuati durante le autopsie svolte sui corpi di mamma e figlia lo scorso 31 dicembre. Subito dopo la consulente incaricata dalla procura dovrebbe consegnare l’esito degli esami autoptici alla procura (giovedì scade il mese di proroga richiesto a fine marzo per ultimare gli accertamenti).

L’esito delle autopsie è molto atteso in quanto la relazione del centro-antiveleni di Pavia, da sola, non stabilisce la causa delle due morti e non indica come è stata assunta la ricina, se per ingestione, inalazione o altro. Dunque per le indagini è ora fondamentale avere un quadro d’insieme per avere prove certe e definitive.