L'intervento
«La guerra in Iran costa all'Unione europea 500 milioni al giorno»
Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen
Intervenendo alla plenaria dell’Eurocamera, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha lanciato un monito sull’impatto economico del conflitto in Medio Oriente: «In soli 60 giorni di conflitto la nostra spesa per l’import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno. La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti». Von der Leyen ha quindi richiamato la necessità di accelerare sulle rinnovabili e sulla sicurezza energetica del blocco, sottolineando la portata delle ricadute geopolitiche ed economiche in corso. «Tutti dobbiamo affrontare una dura realtà: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni», ha evidenziato.
«Dalla scorsa crisi abbiamo imparato una lezione: le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio», ha poi aggiunto. «Durante l’ultima crisi, solo un quarto degli aiuti d’emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore», ha aggiunto.
«Il nostro obiettivo comune è ora quello di vedere una fine duratura alla guerra» in Iran, e "questo include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza tariffe» per il transito. «È altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico iraniano», ha proseguito.
Ha poi parlato della Russia: «Le sanzioni Ue hanno un effetto incisivo sull'economia russa. Con l’inflazione in aumento e i tassi di interesse alle stelle, le conseguenze della guerra di scelta della Russia vengono pagate dalle tasche dei cittadini. Tanto che il Cremlino reagisce nel suo solito modo, limitando internet e la libertà di comunicazione».
Per quanto riguarda l'Ucraina: «Abbiamo mantenuto la promessa» sul prestito Ue da 90 miliardi a Kiev: «entro questo trimestre erogheremo la prima tranche di 45 miliardi di euro per il 2026».