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3 maggio 2026 - Aggiornato alle 09:12
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Il caso

Scontri del 25 aprile, la Comunità Ebraica di Roma si dissocia dalle violenze: «Siamo sgomenti»

Il presidente Victor Fadlun si esprime per il fermo di un iscritto, manifesta solidarietà ai feriti e lancia un appello per evitare pericolose strumentalizzazioni

29 Aprile 2026, 11:06

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Scontri del 25 aprile, la Comunità Ebraica di Roma si dissocia dalle violenze: «Siamo sgomenti»

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La notizia del coinvolgimento di un giovane appartenente alla Comunità Ebraica di Roma negli scontri avvenuti durante le celebrazioni del 25 aprile ha suscitato una ferma e immediata presa di posizione da parte dei vertici comunitari. Il presidente Victor Fadlun ha espresso una condanna netta dell'accaduto, chiarendo la posizione dell'istituzione: «Il fermo di un ragazzo iscritto alla Comunità Ebraica di Roma per i fatti del 25 aprile ci riempie di sgomento e indignazione. La Comunità Ebraica di Roma condanna e si dissocia senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica». Alle parole di ferma condanna si è unito anche un messaggio di supporto verso le persone rimaste coinvolte negli incidenti: «Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano».

In merito ai necessari sviluppi investigativi e giudiziari, i vertici della Comunità hanno ribadito il totale rispetto per le istituzioni dello Stato. «Esprimiamo fiducia nel lavoro della Procura e delle forze dell'ordine affinché sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti e su ogni responsabilità», ha sottolineato Fadlun. Infine, il presidente ha voluto lanciare un messaggio diretto al dibattito pubblico e politico, chiedendo grande senso di responsabilità per abbassare i toni in un momento storico e sociale di particolare delicatezza: «In una fase così tesa, rivolgiamo un appello alle forze politiche e alla società civile a evitare ogni strumentalizzazione che possa alimentare l'odio e generare nuova violenza».