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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 15:33
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Il caso

Caso Minetti, verifiche sulla grazia: la Procura di Milano acquisisce le carte sull'adozione in Uruguay

L'accertamento ministeriale punta a confermare la veridicità del documento sudamericano dopo l'inchiesta de "Il Fatto Quotidiano". Il viceministro Sisto: «Una vicenda amministrativa»

29 Aprile 2026, 12:31

12:40

Nicole Minetti

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La Procura Generale di Milano sta acquisendo i documenti relativi alla sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, emessa in Uruguay, al fine di poterne verificare la veridicità. Questa procedura si inserisce nell'ambito dei controlli successivi alla richiesta di grazia, che è stata poi ottenuta dall'ex igienista dentale. L'acquisizione dell'atto fa parte di una serie di accertamenti supplementari richiesti esplicitamente dal Ministero, resisi necessari dopo le rivelazioni emerse dall'inchiesta giornalistica de «Il Fatto Quotidiano». Durante l'iter per la concessione della clemenza, avviato nello scorso mese di agosto, il documento firmato dai giudici sudamericani era stato prodotto direttamente dai legali della Minetti, venendo successivamente recepito anche dalla magistratura italiana.

La procura generale di Milano sta effettuando nuove verifiche anche su eventuali procedimenti penali in corso, in particolare all’estero, a carico di Nicole Minetti, l'ex igienista dentale che ha chiesto e ottenuto la grazia. Da quanto si è appreso, dai primi accertamenti effettuati nei mesi scorsi dalla pg Francesca Nanni e dal sostituto pg Gaetano Brusa, che poi diedero parere positivo ma non vincolante all’atto di clemenza, Minetti non risultava indagata. Ora si sta di nuovo scavando, soprattutto in Spagna e nel Paese sudamericano.

«Sulla vicenda Minetti, colpisce il tentativo di trasformare una questione tecnico-amministrativa in uno scontro politico. Il procedimento di concessione della grazia non è un atto del governo né una decisione discrezionale dell’esecutivo, ma un percorso istituzionale che coinvolge organi distinti e autonomi. Ogni passaggio è stato rispettato. Eventuali elementi sopravvenuti potranno essere oggetto di ulteriori valutazioni, ma non è consentito attribuire responsabilità a chi ha operato nel rispetto delle norme vigenti. Parlare di responsabilità politiche significa forzare la realtà dei fatti e alimentare polemiche prive di fondamento. La correttezza procedurale è il primo presidio di garanzia per tutti. Il resto è solo strumentalizzazione». Così a Sky Tg24 il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.