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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:53
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Il racconto

"Sono stata abusata dall'ex direttore del Meg": il "cammino di verità" di Annalisa Corrado per aiutare altre vittime

L'eurodeputata del Pd rompe il silenzio sulle violenze subite anni fa. "Ora la vergogna deve cambiare campo"

29 Aprile 2026, 19:13

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"Sono stata abusata dall'ex direttore del Meg": il "cammino di verità" di Annalisa Corrado per aiutare altre vittime

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Una confidenza dolorosa ma con un obiettivo chiaro: incoraggiare tutte le donne che hanno sofferto una situazione simile a pensare che non sono «sole» nella loro sofferenza. A parlare degli abusi subiti da ragazza è stata l'eurodeputata del Pd, Annalisa Corrado. «Ho deciso di raccontare una parte dolorosa della mia storia, che risale a tanti anni fa, ma terribilmente attuale per tante ragazze e donne. Racconto il mio pezzo personale, di una storia che ho scoperto essere collettiva, fatta di abusi psicologici e sessuali avvenuti all’interno del Movimento eucaristico giovanile (Meg) dal 1968 al 1998 circa, per mano del gesuita fondatore e allora direttore, Sauro De Luca», ha detto ai microfoni di Fanpage ringraziando il coraggio e l’amore per la giustizia dell’attuale direttore del Meg, padre Renato Colizzi, che ha deciso di prendere in mano alcune segnalazioni arrivate negli anni. Grazie a questo percorso, chiamato "cammino di verità", è emersa una realtà durissima.

«Voglio che la notizia di questo cammino intrapreso arrivi a quante più persone possibile che si portano dentro un dolore antico: non siete sole, nessuna di noi ha fatto qualcosa di sbagliato, la vergogna deve cambiare campo», ha sottolineato l'eurodeputata.

A scoperchiare la storia erano stati gli stessi gesuiti qualche mese fa, dopo una indagine interna che, scandagliando le testimonianze di alcuni decenni, aveva fatto emergere una vicenda di abusi fisici e psicologici che hanno visto come vittime alcune decine di donne. «A chi è stato ferito, a chi ha parlato e non si è sentito ascoltato, a chi ha sofferto in silenzio vedendo le proprie preoccupazioni minimizzate, noi della Compagnia di Gesù, chiediamo umilmente perdono», si leggeva in un report dei gesuiti pubblicato lo scorso gennaio e nel quale si ripercorreva la vicenda di padre De Luca, morto nel 2012. «Con immenso dolore riconosciamo che ci sono state gravi carenze nella gestione e nel trattamento delle segnalazioni. Questa dolorosa consapevolezza - avevano sottolineato i religiosi - ci spinge a continuare ad agire con più forza e determinazione: la richiesta di perdono rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che richiede di essere intrapreso insieme».

A fare emergere questa vicenda erano stati anche alcuni scritti ritrovati in archivio. In uno dei diari si raccontavano appunto gli abusi inflitti a circa trenta donne, alcune minorenni. Padre De Luca è stato direttore del Meg, il Movimento eucaristico giovanile, per trent'anni, e in questo lungo tempo approfittò del suo ruolo per abusare, mettendo a tacere le vittime proprio attraverso la sua autorità.