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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:26
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La svolta clamorosa

Garlasco, la verità della Procura di Pavia: solo Sempio sulla scena del delitto. "E' stato lui ad uccidere Chiara"

Il 38enne è l'unico indagato della nuova inchiesta portata avanti dai pm guidati dal procuratore Fabio Napoleone. La convocazione a Pavia fissata il 6 maggio prossimo

29 Aprile 2026, 21:30

da sinistra Chiara Poggi, Andrea Sempio

da sinistra Chiara Poggi, Andrea Sempio

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Nessun ignoto. Per la Procura di Pavia l'unico indagato nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi è Andrea Sempio. È lui, per chi indaga, l'unica persona presente nella villetta di via Pascoli a Garlasco quel 13 agosto 2007. È quanto emerge nella nuova richiesta di interrogatorio, fissato per il prossimo 6 maggio, che la Procura di Pavia ha notificato al 38enne. Per il pm ad uccidere Chiara sarebbe stato unicamente Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Marco, all'inizio soltanto lambito da indagini e sospetti. Sarebbe stato lui, e solo lui, a colpire più volte al capo e al volto la giovane, con un oggetto contundente, che al momento, salvo un colpo di scena con la discovery degli atti, non è mai stato trovato. Non solo. La Procura di Pavia nell’invito a comparire notificato ad Andrea Sempio, gli ha contestato anche le aggravanti delle sevizie e dei futili motivi. 

Su Alberto Stasi, l'ex fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come unico autore del delitto, la Procura di Pavia ha chiesto pochi giorni fa alla Procura generale di Milano di valutare l'ipotesi della revisione. Valutazione che richiederà tempo.

Quando nella primavera del 2025 viene resa nota la notizia della riapertura dell'inchiesta da parte della procura di Pavia, l'accusa contro Sempio è di aver agito "in concorso" con ignoti o con Stasi, l'ex fidanzato che la Cassazione individua come l'assassino. Un delitto che per la Suprema Corte è stato compiuto da una sola mano.

Se le indagini iniziali sembravano andare in un'altra direzione - l'ipotesi che più persone avessero consumato la colazione nella cucina della villetta la mattina del delitto, la ricerca di più armi usate contro la vittima, la caccia a diverse impronte di scarpe sul pavimento dell'abitazione di via Pascoli - le consulenze disposte dagli stessi titolari dell'indagine hanno ribadito che ad agire - quel 13 agosto 2007 - è stata una sola persona. Nessun ignoto, né tantomeno più individui.

Si può intuire che il motivo dell’interrogatorio del prossimo 6 maggio chiesto dai pm, guidati da Fabio Napoleone, risieda nella necessità, prima di tirare le somme, di ottenere chiarimenti su una serie di temi di indagine oggetto di consulenze depositate di recente. Come quella medico legale che ha spostato in avanti l’ora del delitto e l’altra sulla ormai nota impronta palmare «33» repertata sul muro delle scale che portano in cantina dove venne trovato il cadavere di Chiara: i pubblici ministeri l’attribuiscono al 38enne, mentre tecnici della difesa e dei Poggi hanno raggiunto conclusioni ben diverse.

In quanto indagato Sempio può decidere di non rispondere, in attesa di conoscere gli atti del fascicolo che saranno nelle mani delle parti solo con la chiusura indagine. Da codice di procedura penale, entro 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, l'indagato può esercitare il proprio diritto di difesa, presentando memorie o chiedendo lui stesso di essere ascoltato.