La missione
Global Sumud Flotilla intercettata al largo di Creta, il bilancio: fermati 400 attivisti in 50 navi
Sequestrate decine di imbarcazioni dirette a Gaza in acque internazionali. L'organizzazione lancia l'allarme: "È un rapimento di civili disarmati, la comunità internazionale intervenga"
La marina israeliana ha intercettato e posto sotto sequestro decine di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza, dichiarando in arresto i circa 400 attivisti a bordo, tra cui 24 italiani. Gli attivisti italiani si trovavano su alcune delle 22 barche finora intercettate. Complessivamente sono 57 gli italiani che stanno partecipando alla missione.
"E' estremamente grave che attivisti fermati a 150 miglia nautiche da Creta e a 600 miglia di distanza dalla costa di Gaza vengano portati in Israele" sottolineano dal team legale italiani.
Secondo quanto riportato dai media israeliani e rilanciato da Al-Jazeera, l'operazione militare è avvenuta a centinaia di chilometri dalle coste di Israele. I dati del tracciamento nautico diffusi dagli attivisti e aggiornati alle prime ore del mattino segnalavano almeno 22 navi bloccate a ovest dell'isola greca di Creta, mentre altre 36 risultavano ancora in movimento, alcune in rotta verso la costa meridionale cretese e altre verso la Grecia continentale. Complessivamente, le forze israeliane avrebbero fermato circa 50 imbarcazioni.
L'azione ha scatenato l'immediata e dura condanna degli organizzatori del convoglio umanitario. Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla, ha definito l'operazione un vero e proprio attacco contro imbarcazioni civili disarmate in acque internazionali, sottolineando come Israele non abbia alcuna giurisdizione in quell'area geografica. Secondo il portavoce, l'abbordaggio e la conseguente restrizione della libertà delle persone a bordo si configurano come una detenzione illegale e un potenziale rapimento in alto mare.
Di fronte a quanto accaduto, Tsabar ha rivolto un appello urgente ai governi di tutto il mondo, esortandoli ad agire immediatamente per proteggere i civili e far rispettare il diritto internazionale. L'esponente dell'organizzazione ha avvertito che il silenzio della comunità internazionale equivale a una totale complicità, ribadendo la necessità di un intervento tempestivo per garantire la sicurezza della flottiglia e permettere l'apertura del corridoio umanitario verso la Striscia di Gaza.