il caso
Il record macabro dell'America delle condanne a morte: letale l'iniezione dopo 50 anni di cella
Giustiziato a Raiford James Hitchcock per l'assassinio della nipote 13enne. Nella stessa giornata esecuzione anche in Texas: un "giovedì nero" raro e implacabile
Cinquant’anni. Mezzo secolo trascorso all’ombra del patibolo, in una cella del braccio della morte, nell’attesa di un’esecuzione che sembrava appartenere a un’altra epoca.
La vicenda di James Hitchcock, giustiziato giovedì sera in Florida con iniezione letale all’età di 70 anni, non è soltanto la fredda cronaca di una pena capitale: rappresenta uno dei casi più estremi del sistema giudiziario statunitense, segnato da un tempo detentivo quasi incommensurabile.
Era il 1977 quando la giustizia americana lo condannò a morte per l’omicidio della tredicenne Cynthia Driggers, sua nipote acquisita, uccisa l’anno precedente, nel 1976.
Da allora Hitchcock ha vissuto in un drammatico limbo, un’attesa estenuante che ha trasformato il suo percorso penitenziario in uno dei più lunghi mai registrati in un corridoio della morte negli Stati Uniti.
Fino all’ultimo, il settantenne ha proclamato la propria innocenza, respingendo ogni addebito legato all’assassinio della giovanissima parente.
La conclusione di questo interminabile capitolo giudiziario e umano è arrivata alle 18:12 locali (le 22:12 GMT), all’interno dell’area di massima sicurezza del penitenziario statale di Raiford.
Lì, come ha confermato ufficialmente il Dipartimento di Correzione della Florida, l’iniezione letale ha posto fine alla sua vita, chiudendo definitivamente un fascicolo aperto quasi cinque decenni fa.
A rendere la giornata ancora più cupa per le statistiche della giustizia americana, un’ulteriore circostanza di rara occorrenza: a centinaia di chilometri di distanza, in Texas, un secondo condannato è stato messo a morte nelle stesse ore.