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la rivoluzione

Sipario sui Lord e sul "sangue blu": niente più seggi per diritto di nascita nel Regno Unito

Dopo secoli di storia, Westminster chiude le porte agli ultimi 85 pari ereditari. Una riforma costituzionale epocale, ma che lascia aperti i nodi democratici della Camera Alta

01 Maggio 2026, 21:14

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Sipario sui Lord e sul "sangue blu": niente più seggi per diritto di nascita nel Regno Unito

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A Westminster cambia la storia con una svolta epocale del diritto costituzionale britannico: con la chiusura della sessione parlamentare, gli ultimi 85 “pari ereditari” hanno perso definitivamente il diritto di sedere e votare nella Camera dei Lord per il solo fatto di essere nati nella famiglia “giusta”.

La House of Lords (Hereditary Peers) Act 2026, che ha ricevuto il Royal Assent a marzo, chiude una parentesi aristocratica durata secoli, recidendo l’ultimo legame formale tra i titoli nobiliari e l’appartenenza alla camera alta. D’ora in avanti, l’assemblea sarà composta soltanto da life peers (pari a vita nominati) e dai Lords Spiritual, i vescovi anglicani.

L’anomalia di un potere legislativo fondato sul diritto di sangue viene così archiviata dal governo laburista di Keir Starmer, che aveva fatto del provvedimento una bandiera agevole del proprio manifesto. Per cogliere la portata di questo esito occorre però tornare al 1999, quando l’esecutivo di Tony Blair avviò il cantiere della riforma. All’epoca furono esclusi oltre 600 aristocratici, ma un compromesso politico — il cosiddetto emendamento Weatherill — consentì a 92 di loro di restare in attesa di cambiamenti più ampi.

Quella che doveva essere una misura transitoria è sopravvissuta per 26 anni, mantenendo in vita uno stravagante sistema di piccole “by-election” interne per rimpiazzare i membri deceduti. Al momento dell’atto finale i seggi ancora occupati erano 85: un gruppo interamente maschile, tra i 39 e i 95 anni, in prevalenza conservatori e “crossbenchers” (indipendenti).

La loro rimozione ha un enorme peso simbolico; tuttavia la riforma mette a nudo i limiti del pragmatismo britannico. Il privilegio della nascita scompare, ma non il nodo della legittimazione democratica. I membri della Camera alta restano non eletti, per lo più di nomina politica, in un’assemblea che conta ancora oltre 800 componenti.

E, paradossalmente, per assicurare un atterraggio “morbido”, il governo ha accettato di reintegrare alcuni dei Lord uscenti conferendo nuovi titoli a vita, così da non disperdere competenze e non alterare gli equilibri dell’aula.

Il saluto ufficiale del Lord Speaker, Michael Forsyth, è stato sobrio e asciutto, un ringraziamento misurato per il lungo servizio reso. Il Regno Unito si modernizza eliminando il suo residuo medievale più vistoso, ma rinvia ancora l’appuntamento con una vera democratizzazione della Camera dei Lord