English Version Translated by Ai
2 maggio 2026 - Aggiornato alle 18:37
×

in liguria

Il colpo da 300mila euro fallisce per una gomma bucata

Una ruota forata manda in fumo il piano di una banda di professionisti. Recuperata la merce rubata e destinato ad un hub logistico del Savonese

02 Maggio 2026, 17:37

Il colpo da 300 mila euro fallisce una gomma bucata

Seguici su

A far saltare i piani di una banda organizzata è stato dettaglio minimo. Niente inseguimenti ad alta velocità, né posti di blocco o soffiate decisive. Sulla A6 Torino–Savona, all’altezza di Altare, è stata una semplice foratura a mandare in fumo un colpo milionario e, di fatto, a restituire il futuro a un’azienda del territorio.

La Polizia Stradale di Mondovì ha infatti recuperato un carico di valore e il veicolo che lo trasportava, mettendo a segno un’operazione clamorosa.

Un addetto della società autostradale, impegnato nella manutenzione, ha notato un’anomalia in carreggiata e ha dato l’allarme: in corsia d’emergenza sostava un furgone con il motore ancora acceso, privo di conducente e senza alcuna richiesta d’aiuto. Un abbandono frettoloso e anomalo che ha imposto l’immediato intervento delle pattuglie.

Il mezzo aveva il deflettore rotto e la presa di diagnosi elettronica OBD manomessa: segni inequivocabili di un furto mirato, secondo un modus operandi ben conosciuto dagli investigatori per la sottrazione rapida di veicoli commerciali.

Ma è l’apertura del vano di carico a rivelare la portata del caso: all’interno, 196 colli di apparecchiature elettroniche di vario genere, recanti i marchi dei grandi circuiti dell’e-commerce, per un valore stimato in circa 300 mila euro.

La ricostruzione ha consentito di tracciare la rotta della banda. Il furgone, rubato poche ore prima in provincia di Milano per depistare le indagini, era stato impiegato per colpire un hub commerciale nell’entroterra savonese. Un’azione tutt’altro che improvvisata: i malviventi si sarebbero mossi con almeno due auto di supporto dotate di targhe contraffatte, a conferma di una logistica preconfezionata capace di garantire una “staffetta” durante la fuga.

L’obiettivo era svuotare rapidamente il magazzino e dileguarsi imboccando l’autostrada al casello di Altare, sfruttando la A6 per confondersi nel traffico e cambiare regione. Poi, l’imprevisto che ha fatto crollare l’intero impianto: la foratura della ruota anteriore ha costretto allo stop in corsia d’emergenza. Nel timore di essere intercettati dalle forze dell’ordine o dal personale autostradale e senza il tempo materiale per organizzare un trasbordo, i componenti della banda hanno abbandonato il furgone, lasciando il motore acceso e il prezioso carico a bordo.

Il proprietario della merce, informato del recupero, ha spiegato che, a causa di rallentamenti burocratici, era ancora in attesa della copertura assicurativa su quell’investimento. La perdita di quei 196 colli avrebbe impedito l’evasione degli ordini, compromettendo i rapporti con clienti e fornitori e mettendo a rischio la tenuta finanziaria dell’impresa. Il tempestivo intervento ha quindi scongiurato una crisi aziendale pressoché certa.

Sul fronte investigativo, però, il caso resta aperto. Gli autori, verosimilmente a conoscenza delle dinamiche del magazzino preso di mira, sono ancora a piede libero. La Polizia Scientifica della Questura di Savona ha passato al setaccio il veicolo alla ricerca di impronte, DNA, residui e ulteriori segni di manomissione. Parallelamente, gli inquirenti stanno analizzando i filmati di videosorveglianza dei caselli, dei varchi autostradali e delle aree logistiche, con l’obiettivo di ricostruire i transiti, rintracciare le auto con targa falsa sfuggite all’arresto e dare un volto alla banda del “colpo a metà”.