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2 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:29
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il lutto

Dalle medaglie olimpiche all'ultima sfida: Padova piange il suo eroe, martedì i funerali in Santa Giustina

Il sindaco proclama il lutto cittadino per la morte dell'ex pilota. L'affetto silenzioso di Noventa Padovana e un'eredità di successi mondiali in handbike che continuerà a ispirare le nuove generazioni

02 Maggio 2026, 19:27

19:30

Dalle medaglie olimpiche all'ultima sfida: Padova piange il suo eroe, martedì i funerali in Santa Giustina

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Bandiere a mezz’asta a Noventa Padovana, la cittadina dove Alex Zanardi risiedeva e dove si è spento ieri sera a 59 anni.

Nel pomeriggio, davanti alla sua villa di via Alcide De Gasperi, nessun via vai né fiori al cancello: solo silenzio.

Anche i vicini, nella strada chiusa del raffinato quartiere, mantengono riserbo; chi passa con il cane o rientra a casa si limita a un cenno di saluto e declina con garbo le domande dei cronisti.

All’interno dell’abitazione si trovano la moglie Daniela e il figlio Niccolò.

Il saluto al marito e padre è fissato per martedì alle 11 nella basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle, a Padova: lo stesso luogo dove furono celebrati i funerali di Giulia Cecchettin e dei carabinieri uccisi nella strage di Castel d’Azzano, nel Veronese.

Per quella giornata il sindaco, Marcello Bano, ha proclamato il lutto cittadino.

Nel 2021 l’ex campione bolognese era rientrato nel Padovano, dove viveva da oltre vent’anni, subito dopo le dimissioni dall’ospedale San Raffaele di Milano seguite al secondo incidente.

L’anno successivo, la villetta di Noventa finì sulle cronache per un incendio che interessò i pannelli solari necessari al funzionamento dei macchinari utilizzati da Zanardi: un episodio che comportò un nuovo ricovero al San Bortolo di Vicenza, nel reparto di riabilitazione, durato 76 giorni, prima del rientro in famiglia.

Da tre anni era ospitato in una struttura assistenziale: la sua casa era diventata una stanza del complesso dell’Opera Immacolata Concezione alla Mandria, quartiere a sud di Padova, al confine con Abano Terme. Anche lì, Alex ha potuto contare sul riserbo meticolosamente tutelato dalla moglie, che lo andava a trovare ogni giorno; l’ultima visita, secondo quanto trapelato, risale al 30 aprile.

Nell’ultimo periodo le condizioni dell’atleta risultavano stabili, nonostante un episodio febbrile nei giorni scorsi poi rientrato. Usciva in carrozzina lungo i vialetti del complesso e, in questi anni, nessuno ha mai turbato il dialogo silenzioso fatto di sguardi con la consorte.

Ieri, nelle ore precedenti al decesso, le sue condizioni si sarebbero aggravate all’improvviso.

La famiglia ha diffuso le comunicazioni attraverso l’ufficio stampa del Progetto 03, l’iniziativa voluta da Zanardi a sostegno degli atleti paralimpici, per offrire ad altri quel percorso di riscatto che lui stesso aveva costruito con l’handbike, conquistando 4 ori e 2 argenti alle Olimpiadi di Londra e Rio, oltre a numerosi successi a livello mondiale.

Non sarà allestita alcuna camera ardente prima dei funerali.