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3 maggio 2026 - Aggiornato alle 19:47
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gli acquisti

Israele compra nuovi jet dagli Stati Uniti: così Netanyahu prova a blindare il dominio nei cieli del Medio Oriente

Dietro l’annuncio di due nuovi squadroni c’è la fotografia di una guerra che cambia e di un’alleanza che si stringe

03 Maggio 2026, 15:56

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Il prezzo di una guerra, a volte, si misura nel silenzio dopo il decollo. È dentro questa logica che va letto l’annuncio arrivato domenica 3 maggio 2026: Israele ha dato il via libera finale a un piano per acquistare dagli Stati Uniti due nuovi squadroni di aerei da combattimento, uno di F-35 prodotti da Lockheed Martin e uno di F-15IA costruiti da Boeing. Per Benjamin Netanyahu, questi velivoli rafforzeranno la “schiacciante superiorità aerea” del Paese nella regione. Israele, isomma, intende consolidare per il prossimo decennio il proprio vantaggio strategico nei cieli.

L’approvazione è arrivata dal Comitato ministeriale israeliano per gli approvvigionamenti, che ha dato luce verde a quella che il Ministero della Difesa israeliano presenta come una delle prime mosse operative di un più vasto piano da 350 miliardi di shekel, pari a circa 119 miliardi di dollari, destinato a rafforzare la prontezza militare del Paese in vista di “un decennio impegnativo” sul piano della sicurezza. Non si tratta dunque di un ordine isolato, ma dell’avvio di una pianificazione strutturale che punta a tenere insieme esigenze di guerra immediata, autonomia industriale e superiorità tecnologica di lungo periodo.

Un doppio acquisto che racconta una dottrina

Il cuore dell’accordo è nella combinazione dei due velivoli. Il quarto squadrone di F-35 “Adir” — il nome con cui l’aereo è noto in Israele — rappresenta la scommessa sulla guerra del futuro. Il secondo squadrone di F-15IA, invece, rafforza la dimensione più tradizionale ma non meno decisiva della potenza aerea: carico bellico elevato, lunga autonomia, adattabilità alle missioni di attacco e interdizione.

È una scelta che riflette bene l’evoluzione della postura militare israeliana dopo il 7 ottobre 2023 e, più recentemente, dopo il confronto diretto con l’Iran richiamato dallo stesso governo. Nelle dichiarazioni diffuse il 3 maggio 2026, il direttore generale del Ministero della Difesa, Amir Baram, ha sottolineato che la recente guerra con l’Iran ha confermato quanto siano cruciali la relazione strategica con gli Stati Uniti e il ruolo della potenza aerea avanzata. Il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato apertamente delle lezioni emerse da quella campagna, sostenendo che impongono di accelerare il rafforzamento delle forze per garantire la superiorità nei cieli “per decenni”.

I numeri dell’operazione

Sul costo complessivo dell’intesa annunciata ora, le fonti parlano in termini generali di un accordo da “decine di miliardi”. Ma alcuni tasselli sono già noti. Il Ministero della Difesa israeliano aveva annunciato l’acquisizione di 25 nuovi F-15 avanzati per 5,2 miliardi di dollari. Pochi mesi prima la Defense Security Cooperation Agency degli Stati Uniti aveva notificato al Congresso una possibile vendita a Israele fino a 50 nuovi F-15IA, oltre a kit di aggiornamento per 25 F-15I già in servizio, per un valore stimato di 18,82 miliardi di dollari, con consegne previste a partire dal 2029. A dicembre 2024, inoltre, il Dipartimento della Difesa USA ha assegnato a Boeing un contratto da fino a 8,6 miliardi di dollari legato al programma israeliano F-15IA.

Sul fronte F-35, Israele aveva già firmato la lettera di offerta e accettazione con il governo americano per un terzo squadrone da 25 velivoli. Quell’accordo prevedeva che la flotta israeliana di F-35 salisse a 75 unità, con consegne a partire dal 2028 a un ritmo di 3-5 aerei l’anno. L’approvazione del nuovo quarto squadrone porta quindi il programma ancora più avanti e conferma una traiettoria chiara: l’aeronautica israeliana vuole costruire un mix quantitativamente più robusto e qualitativamente più avanzato, in grado di operare su più teatri e contro minacce molto diverse tra loro.