Usa
Spari vicino alla Casa Bianca: una persona colpita dal Secret Service
La residenza presidenziale in lockdown durante un evento con Donald Trump
A una settimana dal tentato assassinio di Donald Trump, durante il gala dei media a Washington, la paura torna nella capitale americana. Un uomo ha sparato dei colpi non lontano dalla Casa Bianca, in una zona affollata di turisti, prima di essere fermato dal Secret Service che pattuglia in massa tutta l’area che circonda la residenza presidenziale. È subito scattato il lockdown, anche perché proprio mentre si svolgeva l’incidente il tycoon si trovava nella East Room con un gruppo di imprenditori.
Dopo le prime notizie che davano la sparatoria proprio fuori dalla Casa Bianca, il Secret Service ha spiegato che l’uomo è stato colpito nei pressi del Washington Monument, la 15th Street e Independence Avenue, a poco più di un chilometro dal South Lawn, quello dal quale decolla l’elicottero presidenziale e che neanche una settimana fa ha ospitato re Carlo e la regina Camilla. Le misure di emergenza sono comunque scattate anche per l'altro lato della Casa Bianca, il North Lawn, dove si trovano i giornalisti. Tutti i media presenti sono stati fatti rientrare di corsa nella sala stampa e i video circolati sui social media di reporter che corrono in preda al panico su indicazione degli agenti fanno capire che la paura e lo shock per l’attacco all’hotel Hilton ancora non sono passati.
«Qualcosa sta accadendo al clima politico di questo Paese. Due episodi, due settimane, una città. Che cosa sta succedendo?», si chiedono molti giornalisti sui social. Al momento non si sa nulla sul movente, se l’obiettivo fosse ancora una volta Trump, né sull'identità o le condizioni dell’uomo colpito. L’area resta comunque vietata al pubblico e sono state dispiegate ingenti forze dell’ordine, mentre molte delle arterie principali di Washington sono state chiuse al traffico.
Proprio nelle stesse ore, l’aggressore della cena dei corrispondenti è comparso in tribunale. L’udienza è iniziata con il giudice che si è scusato con Cole Allen per il trattamento "giuridicamente carente” subito all’interno del carcere dove è stato sottoposto a sorveglianza anti-suicidio, l’isolamento dagli altri detenuti e il divieto di ricevere una Bibbia. Zia Faruqui ha affermato di avere l’obbligo di assicurarsi che l'uomo, trentunenne, sia «trattato con la dignità umana fondamentale». La scorsa settimana Allen ha acconsentito a restare in prigione in attesa del processo. L’uomo è stato incriminato per tentato assassinio e reati relativi alle armi da fuoco, non si è ancora dichiarato colpevole o innocente.