Vaticano
Il Papa in piazza San Pietro: "La Chiesa deve prendere posizione per le vittime della guerra"
Udienza generale oggi per il pontefice che esorta a denunciare il male e ad annunciare la salvezza in Cristo
La Chiesa «legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l'umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace». Lo ha ribadito il Papa nell’udienza generale sottolineando che «la Chiesa, dunque, non annuncia sé stessa; al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo».
I cristiani sono proiettati in una storia di salvezza ma «camminano in questa storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati». Lo ha detto il Papa nell’udienza generale proseguendo le catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II. Quindi la Chiesa «è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito».
Allo stesso tempo «la Chiesa è chiamata a riconoscere umilmente l’umana fragilità e caducità delle proprie istituzioni, le quali, pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo. Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata, anzi, poiché esse vivono nella storia e nel tempo, sono chiamate a una continua conversione, al rinnovamento delle forme e alla riforma delle strutture, alla continua rigenerazione delle relazioni, in modo che possano davvero corrispondere alla loro missione».
Prima di cominciare l’udienza general
e e prima della catechesi il pontefice ha fatto un giro in papamobile per salutare i fedeli.
