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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:48
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Garlasco

A cosa mira la difesa di Sempio: podcast allo studio per contestualizzare quella frase

I pm parlano di un'ammissione e citano Dna, traccia palmare e presunto falso alibi

07 Maggio 2026, 10:54

11:00

A cosa mira la difesa di Sempio: podcast allo studio per contestualizzare quella frase

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I legali di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sono già al lavoro stamani per recuperare del materiale audio, ossia quel podcast che il 38enne, come riferito, stava ascoltando il 14 aprile del 2025 quando una microspia ha captato in macchina le sue frasi sconnesse. Parole, emerse ieri subito dopo l'interrogatorio in cui non ha risposto, con le quali in un soliloquio il commesso, secondo i pm di Pavia, avrebbe in pratica ammesso il movente dell'omicidio di Chiara Poggi che gli viene contestato nella nuova inchiesta.

Da quanto si è saputo, infatti, gli avvocati sono in riunione già stamani per confrontarsi e recuperare quel podcast che parlava del delitto di Garlasco e per analizzarlo. Secondo la versione difensiva, infatti, quelle di Sempio erano solo riflessioni e commenti estemporanei e confusi che derivavano dall'ascolto di quella trasmissione. Per la Procura pavese e per i carabinieri di Milano, invece, Sempio in quelle intercettazioni avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e che nei giorni precedenti il delitto le avrebbe telefonato per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco «non ci voglio parlare con te». Sempio continua a proclamarsi innocente, a sostenere di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la 26enne e di non aver mai visto quei video. La difesa lavora a smontare quelle captazioni ambientali: le trascrizioni, tra l'altro, per la difesa, sono piene di parti segnate come «non comprensibile». Secondo i pm, invece, sarebbero autoincriminanti e un altro forte indizio che si aggiunge a tutte le consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, al Dna sulle unghie, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino.